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L’ex sindaco di Pavia studia da assessore. Rimpasto in Lombardia, c’è anche Ronzulli

L’ex sindaco di Pavia studia da assessore. Rimpasto in Lombardia, c’è anche Ronzulli
alessandro cattaneo 500
I due esponenti di Forza Italia, bocciati l’uno alle amministrative e l’altro alle Europee, starebbero cercando spazio alla corte di Maroni. Ma i consiglieri azzurri sono già in rivolta… INSIDE DI AFFARITALIANI.IT

Di Fabio Massa

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it c’è grande fermento in consiglio regionale, tra i consiglieri di Forza Italia. Ieri, nella pausa pranzo durante la seduta che ha visto la bocciatura della mozione di censura a Mario Mantovani, gli esponenti azzurri si sono ritrovati come al solito a pranzo. Non è stata tuttavia un’occasione squisitamente conviviale, perché gli animi erano abbastanza tesi per le notizie in arrivo da Pavia.

Pare infatti, da rumors, che l’ormai ex sindaco Alessandro Cattaneo, enfant prodige azzurro, dopo la clamorosa bocciatura al secondo turno (con contorno di veleni e caccia al “killer”), stia ondulando una serie di incontri per trovare una nuova collocazione. Stessa strategia di Licia Ronzulli, ex europarlamentare non rieletta. Entrambi incontrano persone, maggiorenti del partito, provano entrature ad Arcore. L’obiettivo, per i maligni, sarebbe uno solo: far parte del rimpasto che Roberto Maroni deve mettere a punto entro fine mese nella giunta regionale lombarda. Pare che Cattaneo voglia un posto da assessore, facendo magari valere i buoni uffici di Giovanni Toti, suo sponsor, e anche quelli di una parte dei big del partito. Dall’altra parte Licia Ronzulli può contare sul fatto che è donna, e in un momento di “parità” di quote questo pare essere una cosa importante. Insomma, grande movimento al Pirellone. Anche perché i consiglieri, secondo quanto può riferire Affari, sono già sul piede di guerra. Gli “esterni” (ovvero gli assessori non eletti) sono da sempre nel mirino di chi garantisce la maggioranza in consiglio. E se verrà scelto dall’esterno un altro esponente di giunta, in aula si rischia un Vietnam che nessuno, in testa Maroni, si auspica di avere.

@FabioAMassa