“Speriamo solo che lei possa salvarsi e che lui possa rientrare a casa”. Nel quartiere delle case Aler al civico 9 di via Gobetti, a Cesano Boscone, regnano lo sconcerto e la commozione. La vista di Guerino Luigi Dicanio, 84 anni, condotto via dai carabinieri in manette ha stretto il cuore dei residenti, increduli di fronte a un epilogo drammatico che nessuno avrebbe mai potuto pronosticare. La coppia, conosciuta da tutti come composta da “persone perbene”, conduceva una vita sempre più ritirata a causa del progressivo aggravarsi delle condizioni della donna, 82 anni, affetta da demenza senile e Alzheimer.
Nessun precedente, nessuna segnalazione ai servizi sociali del Comune: soltanto la presenza costante del figlio, che si recava regolarmente a trovarli, e il peso quotidiano dell’assistenza che potrebbe aver spinto l’anziano marito — sopraffatto da un forte stato depressivo — verso un gesto disperato nel tardo pomeriggio di martedì.
La telefonata shock al figlio e i soccorsi in via Gobetti
La ricostruzione della tragedia, avvenuta intorno alle 17 all’interno dell’abitazione, si snoda a partire da una drammatica chiamata. L’84enne, subito dopo aver impugnato un coltello da cucina e colpito più volte la compagna di una vita, ha digitato il numero del figlio confessando sconvolto: “Ho ammazzato la mamma”. L’allarme immediato ha fatto scattare i soccorsi della Compagnia di Corsico e della Stazione di Cesano Boscone insieme ai sanitari del 118.
All’arrivo dei soccorritori l’82enne è risultata essere ancora in vita e cosciente, seppur dissanguata a causa delle gravissime ferite riportate. Trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale San Carlo di Milano, la donna si trova attualmente ricoverata in pericolo di vita. Per il marito è scattato l’arresto per tentato omicidio: l’autorità giudiziaria ne ha disposto la misura dei domiciliari, in attesa che si svolga l’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.

