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Chi era Alessio Borelli: il turbolento passato del 41enne trovato morto nella sua casa di Corsico

Originario di Treviglio, viveva da otto anni nell’hinterland milanese e lavorava in un call center. Nel suo passato esperienze nel commercio, nelle assicurazioni e in una comunità di recupero, ma anche precedenti per droga. Gli inquirenti scavano nelle sue ultime frequentazioni

Chi era Alessio Borelli: il turbolento passato del 41enne trovato morto nella sua casa di Corsico
Alessio Borelli

Per amici e colleghe era una persona aperta, cordiale e capace di farsi voler bene. Per alcuni vicini di casa, invece, il suo appartamento era diventato da tempo fonte di preoccupazione per il continuo viavai, le urla e le frequenti liti. Sono i due volti che emergono dal racconto della vita di Alessio Borelli, il 41enne trovato morto sabato nel bilocale in cui viveva da solo, all’ottavo piano di uno stabile di via Parini 11, a Corsico. Originario di Treviglio, nella Bergamasca, Borelli si era trasferito da circa otto anni nel comune dell’hinterland sudovest di Milano. Nella stessa zona aveva trovato lavoro in un call center, a pochi chilometri dall’abitazione diventata la scena del suo omicidio.

Il lavoro nel call center e le precedenti esperienze lavorative

Da quasi otto anni Borelli lavorava come addetto in una società specializzata nei servizi di telecomunicazione con sede a Corsico. Sabato, dopo il ritrovamento del corpo, alcune colleghe sono arrivate sotto il palazzo di via Parini sperando che la vittima non fosse lui. Alla conferma della sua identità sono scoppiate in lacrime. Il call center era soltanto l’ultima tappa di un percorso professionale vario. In precedenza Borelli aveva lavorato come agente assicurativo per Generali e, secondo quanto indicava sul proprio profilo LinkedIn, aveva ricoperto anche un incarico di supervisore in un centro di riabilitazione per le dipendenze da droga e alcol nelle Marche. La sua prima esperienza lavorativa sarebbe stata invece nel commercio, come responsabile di un punto vendita di abbigliamento a Cinisello Balsamo.

Gli amici: “Una persona buona, aperta e gentile”

Chi lo conosceva lo descrive come una persona solare, socievole e divertente. Un’amica lo ha ricordato come “una delle persone più buone che abbia mai conosciuto, super aperto, gentile”. Borelli conduceva però anche una vita privata intensa, con numerose amicizie e frequentazioni. Proprio i rapporti personali dell’ultimo periodo sono ora al centro delle indagini dei carabinieri, che cercano di ricostruire chi sia entrato nel suo appartamento nelle ore precedenti la morte. Gli investigatori ritengono infatti più probabile che il movente dell’omicidio vada cercato nella sfera privata del 41enne piuttosto che in una rapina o nei suoi vecchi problemi giudiziari.

I precedenti per droga e i domiciliari per spaccio legato al “chemsex”

Nel passato di Borelli figurano diversi precedenti legati agli stupefacenti, tutti risalenti nel tempo e relativi alla cessione di piccole quantità. L’episodio più rilevante risale a circa dieci anni fa, quando il 41enne era finito agli arresti domiciliari per lo spaccio di una sostanza sintetica utilizzata anche negli incontri legati al cosiddetto “chemsex”. Gli inquirenti stanno verificando se quel mondo facesse ancora parte delle sue frequentazioni, ma al momento non emergono elementi sufficienti per collegare direttamente il delitto ai vecchi precedenti. Nell’appartamento saranno effettuati ulteriori accertamenti anche per verificare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti. Alcuni oggetti e bottigliette trovati nelle stanze saranno analizzati dagli specialisti.

Il viavai nell’appartamento e le lamentele dei vicini

Nel palazzo di via Parini Borelli era conosciuto per il frequente ingresso di amici e conoscenti. Il via vai, insieme ai rumori provenienti dal suo appartamento, aveva generato negli ultimi mesi diverse proteste. Circa un mese prima dell’omicidio i carabinieri erano già intervenuti nello stabile dopo una segnalazione per urla e schiamazzi. I condomini avevano poi scritto all’amministratore per lamentare una situazione considerata ormai difficile da sostenere. Mercoledì, pochi giorni prima del ritrovamento del cadavere, i vicini avevano sentito nuovamente grida e richieste d’aiuto provenire dal bilocale. Avevano quindi chiamato i carabinieri, ma quando i militari erano arrivati nessuno aveva risposto né aperto la porta. L’ipotesi è che Borelli potesse essere già morto in quel momento e che l’assassino avesse lasciato l’abitazione chiudendo la porta blindata e portando via le chiavi.

Il corpo scoperto tre giorni dopo

Il cadavere è stato trovato soltanto sabato pomeriggio, quando il forte odore proveniente dall’alloggio ha spinto i residenti a chiamare nuovamente i soccorsi. I vigili del fuoco si sono calati dal tetto e sono entrati attraverso una finestra. Borelli era riverso sul pavimento della sala, in avanzato stato di decomposizione. Accanto al corpo è stato rinvenuto un coltello da cucina insanguinato. Il 41enne presentava ferite da taglio e segni sul collo che potrebbero essere compatibili anche con uno strangolamento. L’appartamento era a soqquadro, circostanza che fa pensare a una colluttazione. Da una prima verifica non sembrerebbe essere stato portato via nulla, elemento che rende meno probabile la pista della rapina.

Gli investigatori ricostruiscono gli ultimi giorni

I carabinieri della Compagnia di Corsico e del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dalla pm Ilaria Perinu, stanno analizzando la rete di relazioni del 41enne, i contatti telefonici e i dispositivi elettronici trovati in casa. Saranno inoltre esaminate le immagini delle telecamere presenti nella zona e le tracce biologiche raccolte nell’appartamento. L’obiettivo è individuare l’ultima persona incontrata da Borelli e verificare se la lite sentita mercoledì coincida con il momento dell’omicidio. È quindi nelle ore finali della vita del 41enne, più che nei capitoli ormai lontani del suo passato, che gli investigatori cercano la risposta. La ricostruzione dei suoi ultimi appuntamenti e delle persone entrate in via Parini potrebbe chiarire chi abbia trasformato un incontro privato in un delitto.