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Milano

La realtà milanese presenta – accanto a permanenti potenzialità e risorse – caratteri di diffuso disagio e prolungata emergenza sotto il profilo economico, sociale e istituzionale. Il contesto territoriale, con particolare riguardo al sistema della mobilità, registra crescenti difficoltà, con effetti negativi sia sotto l’aspetto della qualità ambientale che quello, correlato, della perdita di competitività che comporta tra altro delocalizzazione delle attività produttive e calo di occupazione e di reddito. È il risultato di diversi lustri di espansione insediativa informe e disorganica a fronte di infrastrutture arretrate e inadeguate.
 
L’apparato politico e istituzionale ha mostrato la caduta di capacità decisionale di istituzioni pubbliche relegate a una confusa governance (ovvero pubbliche relazioni tra Enti con competenze poco definite, spezzettate, sovrapposte) che rende incerto il “chi deve fare che cosa”, mentre il sistema politico tradizionale appare essenzialmente impegnato sul piano del “chi deve stare con chi”, col risultato di smarrire il principio di responsabilità che lega il voto alla tassazione ovvero ciascuna istituzione elettiva a un bilancio di costi e risultati.
 
Inoltre la istituzione della nuova provincia della Brianza ha modificato sostanzialmente la natura della stessa Provincia di Milano nonché il rapporto, già da sempre squilibrato, con il Comune di Milano. Pertanto la prolungata elusione della istituzione della Città Metropolitana ha di fatto comportato l’impossibilità di programmare, coordinare e strutturare il sistema territoriale mediante una visione d’insieme.
 
La costituzione della Città Metropolitana, in analogia con quanto da tempo avvenuto in molte altre consimili evolute realtà europee, consentirebbe invece di governare il sistema, attraverso un disegno e un controllo elaborati e gestiti in forma il più possibile partecipata ma sovraordinati rispetto sia ai poteri locali che alle istanze dei privati. La Città Metropolitana, rispettosa delle autonomie comunali ma a sua volta autonoma rispetto a esse, appare la soluzione istituzionale indispensabile per permettere lo sviluppo realmente policentrico ed equilibrato dell’intera area.
 
La istituenda Città Metropolitana pertanto dovrebbe:

* coincidere il più possibile con l’area metropolitana reale ovvero ricomprendere il territorio delle attuali Province di Milano e di Monza – Brianza (entrambe da abolire) e, in caso di razionalizzazione e riduzione delle province lombarde, anche la fascia inferiore delle Province di Varese, Como e Lecco
 
* sostituire il Comune di Milano in quanto istituzione elettiva;

* svolgere funzioni cogenti in materia di pianificazione territoriale, sistema della mobilità, risorse ambientali, alta cultura e innovazione.
 
Inoltre la istituzione della Città Metropolitana porterebbe il vantaggio di correggere la doppia anomalia che riguarda il fondamentale diritto di cittadinanza di almeno la metà dei cittadini metropolitani: i “milanesi di notte” in particolare delle periferie (circa un milione) deprivati del diritto di eleggere un Sindaco prossimo e raggiungibile dai cittadini, cui sottoporre i problemi anche minuti ma molteplici inerenti la vivibilità dei quartieri e i servizi alla persona; i “milanesi di giorno” (circa un altro milione) deprivati della possibilità di influire sulle scelte di ampia portata, in materia di mobilità, ambiente, grandi infrastrutture, cultura e innovazione.
 
Per tutti questi motivi si propone il superamento delle Province che insistono in area metropolitana, nonché del Capoluogo, e la trasformazione delle Circoscrizioni in autentici Municipi; applicando il disposto della vigente Costituzione in osservanza dei principi di sussidiarietà (art. 114) e di adeguatezza e differenziazione (art. 118).
 
Si tratta allora di rifondare coerentemente l’assetto delle Municipalità sulla base dei seguenti criteri:
 
* ridefinirne il numero e i confini recuperando l’originaria ripartizione in 20 zone, al fine di assimilare l’entità della popolazione a quella dei comuni medio – grandi dell’area metropolitana;
 
* dotare le assemblee elettive di organi esecutivi (analoghi a Sindaco e Giunta) e di apparati propri, flessibili e fungibili, nonché di un autonomo bilancio;
 
* attribuire competenze esclusive in materia di servizi alla persona, manutenzione e cura del patrimonio pubblico, partecipazione e socialità.
 
Si chiede pertanto che su questi temi la nuova Amministrazione apra un confronto pubblico e prenda l’iniziativa, al fine di rinnovare la missione della Grande Milano all’insegna dei principi di razionalizzazione e valorizzazione delle risorse, della democratizzazione dei poteri, della garanzia dei diritti di cittadinanza.
 
 
 
Giuseppe Natale
da www.arcipelagomilano.org

Tags:
città metropolitana






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