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Milano
"Città metropolitana già sul baratro": disavanzo di 114 mln, l'allarme di Pisapia

Durante la seduta del consiglio metropolitano, il consigliere delegato al bilancio Pietro Romano ha confermato il disavanzo del neonato ente per il 2015, pari già a 114 milioni di euro. "Si rischia di finire nel burrone", ha commentato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia in una pausa dei lavori, aggiungendo: “La situazione è disperata e disperante”.

Sulla preoccupante cifra si è espresso anche il capogruppo di Sel Pietro Mezzi: "Le responsabilità di questa situazione ricadono sulle politiche degli ultimi governi che hanno messo in ginocchio, prima, Comuni e Province, poi, le Città Metropolitane. La legge di Stabilità del 2015 del governo Renzi, infatti, contraddice in pieno le scelte della legge Delrio sulle città metropolitane. Con la Delrio, sembrava che il governo puntasse sui nuovi enti; poi, con la legge di Stabilità del 2015, è lo stesso governo che penalizza e taglia in modo pesante le risorse per tutte e 10 le città metropolitane del nostro Paese".

"Considerando spese obbligatorie e trasferimenti allo Stato sarà impossibile chiudere in pareggio il bilancio 2015 - questo il giudizio di Filippo Barberis, capogruppo del centrosinistra -. A oggi lo sbilancio e' superiore al 30% delle entrate correnti. Queste condizioni compromettono la continuità dei servizi fino a oggi erogati: ci chiediamo, e chiediamo al Governo, come avviare un serio ragionamento strategico sulle prossime azioni del nuovo ente Città Metropolitana: se vogliamo rinnovare le politiche metropolitane e migliorare l'uso delle risorse, dobbiamo avere delle risorse. Non possiamo partire in default". 

In aula si è discusso anche del tema dei lavoratori della ex Provincia di Milano. Il capogruppo di Forza Italia, Armando Vagliati ha contestato il dispositivo della legge Delrio che manda in pensione anzitempo i dipendenti derogando la legge Fornero. “Se deroga ci deve essere deve riguardare tutti i lavoratori”. “Ci sono molte realtà, aziende, consorzi totalmente pubblici che potrebbero assumere il personale della Provincia che vanta competenze straordinarie. Faccio il caso di Cap Holding, azienda del settore idrico con 865 dipendenti, che si appresta ad assumere 28 tecnici. Perché non scegliere il tempo indeterminato e utilizzare il personale di palazzo Isimbardi?” Sulla situazione di Cap Holding “del tutto particolare”, Vagliati ha chiesto anche “come mai il presidente anche nel caso della comunicazione aziendale ha optato per assumere p ersone che non provengono dalla Provincia”.

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