Un sedicenne incensurato residente nel Comasco è stato arrestato dalla Polizia di Stato nell’ambito di una complessa inchiesta sulla radicalizzazione giovanile coordinata dai magistrati della Procura per i Minorenni di Milano. Al centro delle contestazioni figurano reati gravissimi che vanno dall’associazione con finalità di terrorismo internazionale fino alla propaganda discriminatoria e antisemita.
L’attività investigativa è scattata dopo un’informativa dell’AISI che ha attivato le sezioni antiterrorismo della DIGOS di Milano e Como. La misura cautelare in carcere è stata eseguita in Maremma, dove il ragazzo si trovava in vacanza con la famiglia, a seguito dei riscontri emersi da una prima perquisizione telematica che ha confermato l’avanzato stadio di radicalizzazione del minore e i suoi legami con ambienti vicini a Daesh.
Cristina Almici (FdI): “La radicalizzazione giovanile è una minaccia reale che passa dalla rete”
L’analisi dei dischi fissi e delle chat di gruppo ha rivelato che il giovane faceva ampio uso di sistemi di cifratura e VPN per mascherare la navigazione sui siti di DAESH. Nella sua disponibilità è stato trovato un archivio digitale imponente: filmati di addestramenti, esecuzioni, canti religiosi anasheed e un tutorial in lingua russa con il logo dell’Isis indirizzato alla costruzione di un ordigno esplosivo artigianale con materiali di comune reperibilità. Nelle conversazioni intercettate, il giovane ha ammesso di aver fornito supporto alla produzione di propaganda jihadista.
L’operazione della Polizia di Milano ha riacceso i riflettori sui rischi della rete tra i giovanissimi. La deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici ha ricordato che “la radicalizzazione jihadista continua a rappresentare una minaccia concreta e oggi trova nella rete uno dei suoi principali strumenti di diffusione. Sul terrorismo non esistono giustificazioni né ambiguità”. Sulla stessa linea gli interventi del parlamentare Riccardo De Corato (FdI), di Raffaella Paita (Italia Viva), del deputato leghista Fabrizio Cecchetti, di Eugenio Zoffili e del ministro Matteo Salvini.


