di Daniele Bonecchi
Dispiace vedere un politico giovane come Matteo Salvini, segretario della Lega Nord – che, (comunque la si pensi) ha sempre manifestato serietà e impegno nel cambiare le cose che non vanno (tante) a casa nostra – protagonista della micro gazzarra contro il presidente della Repubblica a Bruxelles. Obiettivo modesto: conquistare qualche secondo sui tg e far concorrenza alla banda grillina del tanto peggio tanto meglio. Non sono più gli anni dell’indipendenza della Padania e del celodurismo, Salvini lo sa. Ci sarebbe anche spazio per una decorosa e civile battaglia autonomista, contro l’Europa degli egoismi. In fondo Roberto Maroni, che l’ha voluto ai vertici della Lega, propone un modello che, ad oggi, si fa apprezzare. E allora perché quel matrimonio contro natura con la signora Le Pen e il sodalizio con l’ingombrante Mario Borghezio? Sbagliato urlare contro l’anziano presidente che, forse, non le ha indovinate tutte, ma rappresenta una comunità (Lombardia compresa) che sta correndo per non perdere l’ultimo treno.

