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Milano
Congresso Pd Lombardia/ "Bene Alfieri, ma no a logiche clientelari"

Il futuro della Lombardia coincide, per molti aspetti, con il futuro dell’Italia e di Milano.
 
Da tempo la nostra regione sta subendo una regressione economico-sociale non più trascurabile. Una perdita di competitività a livello europeo che ha come drammatico effetto sociale quello di spingere oltre la soglia di povertà moltissimi cittadini lombardi e di costringere numerose piccole e medie imprese, colonne portanti della nostra economia, a chiudere.
 
Purtroppo di fronte a questo contesto drammatico la nuova Giunta Maroni, in continuità con le precedenti Giunte Formigoni, sembra non essere in grado di fornire risposte adeguate, limitandosi ad una gestione ordinaria della macchina lombarda, che invece avrebbe bisogno di interventi straordinari.
 
La nostra Regione deve riappropriarsi del suo ruolo di guida che, ascoltando tutte le voci, concorra a mediare una nuova sintesi in grado di mettere al centro i cittadini e le loro esigenze.
 
Il Partito Democratico in questi anni è apparso troppo timido nel ruolo di opposizione, rischiando di perdere l'occasione di diventare un riferimento vero nella costruzione dell'alternativa al modello formigoniano. Il nostro partito deve tornare ad essere protagonista, garantendo ai cittadini lombardi risposte concrete ai problemi che stanno vivendo. Dalla crisi economica si esce solo con la crescita e con il lavoro, con interventi mirati, con la lotta alla precarietà e più risorse per l’istruzione.
 
Abbiamo bisogno di un gruppo in Consiglio Regionale e di una gruppo dirigente lombardo che sia in grado sempre più di rappresentare il disagio che molti provano. Non avendo paura di farsi sentire, di contestare le decisioni prese dalla maggioranza, anche, se necessario, radicalizzando uno scontro che di fronte ad alcune situazioni deve diventare, seppur nella correttezza istituzionale, aspro.
Negli anni passati questo non è accaduto. È mancato il coraggio nei contenuti della proposta politica e nelle azioni intraprese dentro e fuori le istituzioni per combattere un sistema di potere clientelare e fallimentare.
 
Abbiamo bisogno di un Partito che sappia valorizzare una nuova generazione di iscritte ed iscritti, di giovani amministratori e amministratrici, che rappresentino al meglio i loro territori, così da garantire la costruzione di una proposta reale ed autorevole dalla pancia del PD, senza dover necessariamente andare a cercare risorse esterne che non sempre sono state in grado di rappresentarci come avremmo sperato.
 
Abbiamo bisogno di fare un passo in avanti sulle regole che la nostra comunità si dà riguardo il necessario rispetto dei valori etici e morali in cui tutti noi crediamo, inserendo nello statuto lombardo norme stringenti e puntuali, sulle quali non possiamo arretrare.
Abbiamo bisogno che il Partito Democratico Lombardo renda vivi e reali i luoghi della discussione, stabilendo dove e come vengono prese le decisioni, che si stringano maggiori rapporti con le realtà territoriali e con i circoli, che si immaginino maggiore forme di partecipazione degli iscritti, utilizzando sempre più e meglio gli strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione.
Non ci siamo mai sottratti alle sfide, anche quando sembravano impossibili.
Oggi ritengo che questo partito abbia la necessità di avere al comando una squadra di persone che sia in grado di fare sintesi e di creare sinergie virtuose fra i diversi territori e le diverse sensibilità politiche, più che di un confronto localistico che porti solo ad alzare una bandierina che, al massimo, potrà garantire un po’ di visibilità.
 
Sono convinto di dover dare il mio contributo in questo modo. Preferisco conservare il mio punto di vista e la mia prospettiva, che mette al centro tutti quei lombardi che oggi fanno fatica e che non possiamo permetterci di lasciare indietro, facendo una scelta che ritengo unitaria.
 
Per questo ho deciso, assieme a un gruppo di persone che in questi anni ha contribuito e tuttora contribuisce al bene del PD milanese, di sostenere Alessandro Alfieri nella sua corsa alla Segreteria del PD lombardo. Anche se non ci sfugge la sua presenza negli organismi dirigenti uscenti abbiamo apprezzato, in diverse occasioni, l'autonomia con cui ha espresso il suo giudizio sulle scelte fatte dal precedente gruppo dirigente  riconoscendone onori ed errori.
A lui chiedo, anche grazie all'esperienza accumulata in questi anni segnati da vittorie importanti come quella di Milano ma anche da pesanti sconfitte come l'ultima elezione regionale, di guidare il PD Lombardo non seguendo logiche "clientelari" di corrente ma scommettendo su una nuova classe dirigente coraggiosa, innovativa, pronta a prendersi le sue responsabilità. Tutto questo tenendo ben presente chi siamo e chi vogliamo rappresentare. Avendo come bussola politica la redistribuzione economica e delle opportunità all'interno della nostra Lombardia.
 
Per un PD che non si faccia mai più trovare impreparato alle sfide che i cittadini della nostra Regione ci lanceranno.


Matteo Mangili
Partito Democratico
Membro della Direzione Metropolitana Milanese

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