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Milano

Non si sono ancora chiuse le urne che già cominciano le prime polemiche. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, infatti, membri della commissione che esamina la correttezza del tesseramento starebbero stilando un documento da portare all’esame lunedì sera per quanto riguarda le nuove iscrizioni al partito di due circoli, Pallacorda e 02PD. La polemica sarebbe generata dal fatto che sarebbero state fatte a 15 euro invece che ai 30 euro previsti dal regolamento. 

(Fabio Massa)

di Fabio Massa
 
Qualcuno l'ha chiamata una "conta" più che un congresso. Se anche fosse, la consultazione tra gli iscritti per scegliere il nuovo segretario metropolitano al posto dell'uscente Roberto Cornelli ha sicuramente un vincitore e una sconfitta. I quattro in gara erano Pietro Bussolati, giovane renziano; Arianna Cavicchioli, sostenuta da riformisti e Primavera Democratica; David Gentili, sostenuto da civatiani, cuperliani e dall'uscente segreteria; Arianna Censi, sostenuta da Area Democratica. L'ordine di arrivo? Proprio questo. E questa è la prima sorpresa, visto che gli exit poll della vigilia vedevano in pole position la Cavicchioli, seppur di poco e la Censi tra il secondo e il terzo posto. Invece le urne dicono un'altra cosa, danno un responso completamente diverso e assolutamente indicativo in vista di un ballottaggio che dovrà per forza prevedere accordi tra le varie anime del Pd.
Pietro Bussolati vince, ma non sfiora neanche lontanamente il 50 per cento che occorreva a diventare segretario al primo turno, così come aveva anticipato Affaritaliani.it fin dal fallimento dell'accordo per un candidato unico. Si attesta (al 94 per cento delle schede scrutinate, con Milano al 100 per cento) al 32,2 per cento per un totale di circa 2500 voti. In città il dirigente, leader del circolo 02PD, non ha rivali: 35,6 per cento e 977 voti raccolti contro gli 837 di David Gentili (30,5%). In provincia ha invece la sua forza la seconda arrivata, Arianna Cavicchioli: si attesta sul 30,5 per cento totale con 2300 voti raccolti. In Provincia è prima con il 35,1 per cento (1700 voti circa), contro i 1500 di Bussolati (31,9%).  Può gioire anche David Gentili, sottostimato a livello elettorale fino alla vigilia del voto. Arriva al 19,6 per cento totale. La forza del consigliere comunale è in città (come detto), perché in provincia raccoglie poco: il 13,4 per cento. La sorpresa in negativo è per Area Democratica, che piazza la Censi quarta, con numeri bassi sia in città (11,5%) che in provincia (19,4). Il suo risultato finale è di 16,6 per cento dei voti.
 
A questo punto si scatenano già le prime previsioni sulle alleanze per il ballottaggio. Una cosa pare certa: l'alleanza tra Area Democratica e renziani (quindi tra Censi e Bussolati), non garantirebbe il 50 per cento dei voti. Questo complica ovviamente le cose. Mentre, incredibilmente, la somma di Cavicchioli e Gentili (che sancirebbe la reunion dei cuperliani, seppur con i civatiani e con anime che difficilmente possono essere compatibili) potrebbe andare oltre il 50 per cento. Ma solo di un soffio, con numeri risicatissimi. Insomma, strada difficilmente percorribile. Pare invece più probabile un accordo  "globale" per il secondo turno, con Cavicchioli, Bussolati e Censi (se non addirittura Gentili) seduti attorno a un tavolo a decidere che cosa fare di un partito che - per le spaccature della vigilia - è comunque molto frammentato.
 
Pietro Bussolati, nella sua prima dichiarazione ad Affaritaliani.it, è chiaro: "Abbiamo sempre deciso insieme con il gruppo che mi sostiene e lo faremo anche questa volta. Mi preme sottolineare come sia risultato chiaro che gli iscritti di Milano vogliono il cambiamento. La base degli iscritti vuole il cambiamento. Non abbiamo ancora vinto, ma il mio appello è per i delegati eletti: votino le proposte di cambiamento che sono state premiate dagli iscritti. Per questo chiedo che l'assemblea si svolga con voto palese".
 
@FabioAMassa
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bussolati







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