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Milano
Consigliere Rizzo multato per striscione antirazzista fa ricorso contro Sala

Consigliere Rizzo multato per striscione antirazzista fa ricorso contro Sala

"Milano citta' aperta ma dice no alle adunate fasciste e razziste". Per avere esposto questo striscione dal proprio ufficio in occasione del raduno sovranista organizzato da Matteo Salvini, il consigliere comunale Basilio Rizzo, storico esponente della sinistra cittadina, si e' visto recapitare una multa di 500 euro (massimo edittale) dalla Polizia Locale. L'accusa e' quella di avere violato il Regolamento del Decoro Urbano del Comune. Ora, assistito da un pool di otto avvocati, Rizzo ha depositato nei giorni scorsi un ricorso contro il 'suo' Comune 'nella persona del sindaco Giuseppe Sala per ottenere dal Tribunale l'annullamento dell'ordinanza di ingiunzione che gli e' stata notificata il 10 settembre. Nel documento sottoposto all'attenzione dei magistrati, viene spiegato che, prima dell'inizio della manifestazione del 18 maggio a cui hanno aderito diversi leader sovranisti europei, Rizzo era stato invitato dal Presidente del consiglio comunale Lamberto Bertole' e dal vicesindaco Anna Scavuzzo a ritirare lo striscione esposto sul balcone del suo ufficio nella Galleria Vittoria Emanuele firmato 'Milano in Comune', la lista civica di cui e' unico rappresentante a Palazzo Marino.

"Lo striscione non e' offensivo e ripropone valori in cui Milano ha sempre creduto", si era rifiutato Rizzo che, il giorno dopo, non aveva piu' ritrovato il vessillo. Il 20 giugno e' stato convocato dalla Polizia Locale per essere sentito come persona informata sui fatti "con un riferimento a un imprecisato reato". Qualche giorno dopo avere ribadito di essere lui il responsabile dell'esposizione e di non averlo rimosso "perche' penso che non fosse motivo di tensione ma di civile manifestazione del pensiero", Rizzo si e' visto notificare il verbale di sequestro. "Questa scritta - argomentano i legali - esprime valori costituzionali: la liberta', l'uguaglianza e l'antifascismo che, in quanto tali devono essere condivisi da tutta la comunita' nazionale. E' evidente che esporre uno striscione che inneggia a questi valori non puo' in alcun modo aver provocato 'allarme sociale nella comunita''". Inoltre, per i legali non sarebbe stato aggirato il Regolamento comunale perche' non e' stato violato il 'divieto di imbrattare e deturpare segnaletica e manufatti nelle aree pubbliche'. 

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