
di Fabio Massa
Corecom, ultimo atto. Ma con un caos tale che si sfiora la farsa. L’organismo che controlla la distribuzione dei fondi ministeriali alle tv private locali è stato rinnovato oggi. Cinque i membri che il consiglio regionale ha dovuto scegliere. Ma non senza grandi fibrillazioni. Perché nella complessa partita delle nomine, il Corecom si è intrecciato con la Commissione Pari Opportunità, per la quale era in corsa – come aveva anticipato Affari – l’ex presidente della Provincia Ombretta Colli. All’ultimo momento i ciellini si sarebbero impuntati sulla Colli, mettendo in discussione la presidenza, alla vigilia già assegnata a Federica Zanella, giornalista e membro uscente del comitato di vigilanza. Richiesta la sospensione, la frattura si sarebbe ricomposta. Quindi, tutti al voto. Ma con un nuovo piccolo inconveniente. Perché i gruppi votano compatti i propri candidati: la Lega Nord Gianluca Savoini (fedelissimo di Maroni, avrebbe dovuto essere presidente) e Diego Borella, il Pdl Giulio Boscagli (cognato di Formigoni e preferito dai ciellini), il Pd e il Patto Stefano Rolando (legato ad Ambrosoli che ne ha sempre sottolineato l’eccellenza). Il quinto nome, quello del presidente, sarebbe dovuto essere nominato venerdì in giunta, di concerto tra i presidenti Cattaneo e Formigoni. Come detto, Federica Zanella in quota Pdl, fortemente sostenuta da Mantovani. Tuttavia nelle urne viene fuori un voto anche per lei. E già iniziano gli attacchi: come può chi ha preso un voto solo diventare presidente?, si chiedono soprattutto i sostenitori di Boscagli. Tuttavia il presidente non deve essere votato, quindi sembra logico che si tratti dello sgambetto di qualcuno. E la favorita della vigilia dunque resta ancora lei. Anche se i giochi rimangono aperti fino all’ultimo minuto.
@FabioAMassa
