Coronavirus: 277 nuovi casi in provincia di Milano, 105 in città
In Lombardia al 23 aprile si registrano in totale 70.165 casi di persone positive al Covid 19, in crescita di 1.073 casi rispetto a ieri. In terapia ci sono 790 pazienti (-27 da ieri), i decessi sono in tutto 12.940 (+200), i ricoverati non in terapia intensiva 9.192 (-500), i dimessi sono 44.220 (+1400). I tamponi effettuati sono 302.715 (+12.016). I dati provinciali: CO 2.764 (+83), VA 2.340 (+38), MB 4.371 (+64), MI 17.277 (+277) di cui a Milano città 7.221 (105), LO 2.833 (+46), PV 3.874 (+76), SO 1.056 (+44), LC 2.132 (+23), BG 10.946 (+98), BS 12.308 (+130), MN 3.022 (+45), CR 5.807 (+101). Di seguito l’analisi di Samuele Astuti, professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia. (SCARICA QUI I DATI ELABORATI DAL PROF. ASTUTI E L’ANALISI COMPLETA)
“Per settimane – spiega il consigliere Astuti – ci è stato detto che la capacità produttiva non poteva essere aumentata. Dopo aver toccato un massimo ieri, oggi la capacità è diminuita dell’11%. Ci chiediamo perché ci voglia così tanto tempo per aumentare sistematicamente la capacità di analisi del sistema lombardo.In questi giorni è emerso che ci sono in Lombardia laboratori privati che fanno tamponi al di fuori del sistema sanitario regionale. Non è ancora chiaro se la Regione Lombardia sia riuscita o meno ad avocare a sé la capacità produttiva anche di questi laboratori.L’andamento pressoché costante del numero di casi positivi e del numero di decessi negli ultimi giorni conferma il passaggio a una fase di crescita costante (il cosiddetto plateau). Ci vorrà ancora tempo prima di vedere un’effettiva diminuzione. La battaglia non è ancora vinta.”
“È indispensabile – prosegue Astuti – condurre un’analisi qualitativa per capire le cause dei contagi che si stanno verificando a più di un mese dell’inizio del lockdown: se non si capisce qual è la ragione di un così continuo e persistente contagi o non si potrà affrontare con serietà e serenità l’approccio alla fase due. La messa in opera di una raccolta dei dati epidemiologici precisa e continua è necessaria premessa alla fase di ripresa delle attività.È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio combinando nell’opportuna sinergia i test basati sui tamponi rino-faringei con i test sierologici in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario.Le persone, le aziende e le organizzazioni lombarde devono essere in grado di interagire con i loro partner principali in maniera semplice, efficace ed efficiente, per questo è necessario che le modalità operative messe in atto in Lombardia siano compatibili e omogenee con quello che avverrà nelle altre regioni italiane e nelle altre nazioni europee.”
SCARICA QUI I DATI ELABORATI DAL PROF. ASTUTI E L’ANALISI COMPLETA
