Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Coronavirus, analisi dei dati in Lombardia. Rapporto tamponi-positivi stabile

Coronavirus, analisi dei dati in Lombardia. Rapporto tamponi-positivi stabile

Il rapporto tra il numero di tamponi e il numero di casi positivi resta stabile e sotto il 33%. Astuti: “Bene l’accreditamento di altri laboratori analisi”

Il rapporto tra il numero di tamponi e il numero di casi positivi resta stabile e sotto il 33%. Astuti: “Bene l’accreditamento di altri laboratori analisi”

Coronavirus, analisi dei dati in Lombardia. Rapporto tamponi-positivi stabile

In Lombardia il 3 aprile risultano positivi 47520 persone (+1455 rispetto a ieri), in terapia intensiva ci sono 1381 pazienti (+30), i decessi sono 8311 (+351), i ricoverati non in terapia intensiva sono 11802 (+40). I dimessi sono 26026 (ieri 24992) di cui 13020 (ieri 12229) con passaggio in ospedale e 13006 (ieri 12763) per cui non si rileva nessun passaggio. Questi i dati a livello provinciale: Como 1256 positivi (+51), Varese 1085 (+83), Monza Brianza 2774 (+141), Milano 10391 (+387) di cui a Milano città 4184 (+166), Lodi 2214 (+25), Pavia 2331 (+46), Sondrio 537 (+20), Lecco 1594 (+42), Bergamo 9315 (144), Brescia 9014 (+257), Mantova 1884 (+102), Cremona 4097 (+123). I tamponi effettuati in totale sono 135.051 (ieri erano 12.238). SCARICA TUTTI I DATI E L’ANALISI DEI NUMERIVai al file L’elaborazione dei numeri è stata preparata da Samuele Astuti, Professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia. Di seguito le conclusioni del consigliere dopo l’analisi dei dati.

“Il numero dei tamponi pubblicato – commenta Samuele Astuti – negli ultimi tre giorni è stato costante. Continua a essere alto il numero delle analisi ancora in corso: l’esito di questi test può spostare in maniera significativa l’analisi della situazione. Come sempre la volubilità di questo numero impone una grande prudenza nell’analisi degli andamenti perché potrebbero esserci variazioni sostanziali. Il rapporto tra decessi e casi positivi in Lombardia ha superato il 17%, in provincia di Bergamo ha addirittura raggiunto il 25% anche se sappiamo che il numero effettivo dei decessi in quella provincia è molto più alto di quanto non dicano questi numeri. Il numero dei decessi nella popolazione di sesso maschile nella fascia d’età al di sopra degli 80 anni ha superato l’1% della popolazione. Già di per sé questo dato è impressionante. Lo diventa ancora di più quando consideriamo che nella realtà il numero dei decessi è molto superiore a quanto registrato da questi dati. Siccome il dato provinciale è più puntuale, soffre molto di più i ritardi nella comunicazione dei risultati. Per questo motivo anche per l’analisi provinciale deve valere la prudenza dettata dalle considerazioni presentate in precedenza. È assolutamente necessario pubblicare il numero di tamponi effettuati ogni giorno per ogni provincia.”

“Il trend complessivo – aggiunge Astuti – sembra ragionevolmente stabile, tranne che per l’area metropolitana di Milano che registra un incremento significativo, nonostante ci sia un calo della della media mobile a cinque giorni; La provincia di Varese, dove temiamo che questo dato sia legato all’esplosione dei contagi nelle RSA. Si ribadisce la difficoltà di analizzare dati di cui non è garantita l’uniformità e l’omogeneità. Osservando i dati riportati nella slide 34 si può notare come alcune province (nello specifico, si tratta di Bergamo e Lodi) siano caratterizzate da una mortalità ufficiale per COVID-19 pari a circa il 20 persone ogni 10’000 abitanti, lo 0,2%. Le notizie che arrivano dalla provincia di Bergamo ci parlano però di una mortalità molto più ampia e diffusa di quanto riportato dai numeri ufficiali, fino a tre volte superiore. Si tratterebbe quindi di una percentuale vicina allo 0,6% della popolazione. Se confrontiamo questi valori con la letalità della COVID-19, stimata in altre zone tra 1% e 2%, si dovrebbe presumere che la percentuale di popolazione effettivamente contagiata sia tra il 30% e il 60%. È evidente che in quelle aree qualcosa non ha funzionato.”

“Il vero aspetto positivo dei dati odierni – conclude il consigliere – è rappresentato dal fatto che, nonostante il numero di tamponi sia in linea con quello indicato negli ultimi giorni (quasi il doppio di quelli pubblicati lunedì e martedì) la percentuale di casi positivi non sia cambiata e sia rimasta sotto il 33%. Il numero dei tamponi continua però ad essere insufficiente, non solo in termini statistici, ma anche per quello che riguarda il supporto alle azioni di contenimento. Finalmente questa mattina l’assessore Gallera ha dato seguito alla richiesta di aumentare il numero di laboratori accreditati per analizzare i tamponi. Speriamo che nei prossimi giorni si possa finalmente realizzare un’analisi più completa della situazione.”

Qui la dashboard coi dati interattivi.