Coronavirus, “Commissariare la sanità lombarda”: 20mila firme in 24 ore
Oltre 20mila firme in 24 ore per la petizione on line promossa da Milano2030, coordinamento della sinistra milanese, per chiedere il commissariamento della sanita’ Lombarda. “Un grido si e’ levato dai cittadini e dalle cittadine che di fronte al disastro che si e’ consumato in queste settimane ora vogliono un cambio deciso di passo. A tutte e tutti coloro che in questi tempi difficili hanno deciso di mobilitarsi, con i mezzi che questa quarantena ci consente va il nostro grazie. Ora andiamo avanti con ancora piu’ determinazione per evitare altre decisioni scellerate che sono costate migliaia di vite”, sostiene il comitato in una nota. “L’inadeguatezza delle risposte date dalla Regione Lombardia, che ha spacciato come eccellenza un sistema basato sullo smantellamento della Sanita’ pubblica a vantaggio di quella privata, configurano quel pericolo grave che giustifica la nomina di un commissario ad acta. Siamo alla vigilia di una ripresa della attivita’, non possiamo permetterci altri errori”, aggiungono gli organizzatori. “Andra’ tutto bene se tutto non sara’ come prima. Soprattutto in Lombardia”, e’ la conclusione dell’appello a firmare la petizione.
L’appello di Milano 2030
“La frammentazione dell’assistenza territoriale, la decisione di trasferire i malati di Covid19 nelle RSA, lo scarso coinvolgimento della sanita’ privata lasciata libera di scegliere se e come collaborare, le cifre, esigue ai limiti del ridicolo, del bilancio regionale destinate alla gestione dell’emergenza, fanno della Lombardia l’area del mondo con il piu’ alto tasso di casi e di decessi, con un prezzo gravissimo per il personale sanitario, i medici di base e gli ospiti delle residenze assistite. Sono necessari provvedimenti immediati, che Milano 2030 propone in una lettera aperta scritta ai gruppi di opposizione del Consiglio Regionale per una unita’ di azione”.
“Il modello lombardo di sanita’, con il progressivo smantellamento della sanita’ pubblica, padre degli errori commessi – scrive Milano 2030- e’ stato consentito tra le altre cose dalla regionalizzazione della sanita’, causa principale delle difficolta’ di coordinamento che hanno ostacolato la tempestiva gestione dell’emergenza. Milano 2030 chiede che questa crisi sia l’occasione anche per l’abbandono di qualunque proposta di regionalismo differenziato e auspica il ritorno ad una sanita’ uguale per tutti i cittadini, fondata su obiettivi di salute e non sul mercato e la concorrenza”.
