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Coronavirus, Fontana: “Medici senza colpe, protocolli sbagliati”

Il governatore Attilio Fontana sulle polmoniti sospette nella Bergamasca già a novembre: “I medici hanno fatto il loro dovere, i protocolli erano sbagliati”

Coronavirus, Fontana: “Medici senza colpe, protocolli sbagliati”
Attilio Fontana

Coronavirus, Fontana: “Medici senza colpe, protocolli sbagliati”

“I medici hanno fatto il loro dovere, i protocolli erano sbagliati”: il governatore lombardo Attilio Fontana entra nel merito dei dati sulle polmoniti sospette ad Alzano Lombardo presenti già da novembre, e che sono al vaglio degli inquirenti. Scrivendo sulla sua pagina facebook, Fontana commenta:  “Ecco la verita’, se la dottoressa Malara non avesse violato i protocolli ministeriali non avremmo scoperto il virus”. Annalisa Malara e’ l’anestesista di turno la notte in cui Mattia, il “paziente 1”, fu portato in ospedale e fu lei a ipotizzare che si trattasse di un caso di coronavirus che gia’ mieteva vittime in Cina. “Studi sierologici e lettura a posteriori delle cartelle cliniche, confermano la presenza del virus sul territorio gia’ da diversi mesi. I medici hanno fatto il loro dovere. I protocolli erano sbagliati. Ringraziamo ancora ogni giorno la dottoressa di Codogno che, contravvenendo al protocollo, il 20 febbraio ha eseguito quel tampone rintracciando il primo paziente positivo in Lombardia. Il suo coraggio ci ha concesso di capire che dovevamo attivarci per affrontare un’emergenza da molti ampiamente sottostimata”, conclude.

Più sfumata la posizione dell’Ats Bergamo, che in una nota spiega: “Gli esiti del lavoro sui ricoveri consentono di affermare con discreta ragionevolezza come non siano riscontrabili evidenze statistiche” che facciano sospettare “una presenza precoce di ricoveri per polmoniti” da Covid in Provincia di Bergamo nel “dicembre 2019 e nel bimestre gennaio e febbraio 2020” confrontati con il 2017 e 2018 e “si evidenzia inoltre un chiaro effetto di stagionalita’ in tutti e tre gli anni” precedenti il 2020. Ed ancora: “La struttura di Alzano Lombardo mostra un trend coerente” con tale “valutazione”. Le analisi relative al 2019, spiega la nota, “comparate con i trend storici a partire dal 2017, non forniscono pertanto elementi sistematici per affermare l’evidenza della presenza di ricoveri per polmoniti ‘Covid-like’ di rilevante entita’ nei mesi di dicembre-2019 e gennaio-2020. L’importante aumento di ricoveri per le tipologie di polmoniti sopra citate – prosegue Ast – e’ chiaramente presente nei mesi di marzo ed aprile (coerentemente con l’andamento epidemico generale). Ma nella relazione firmata dal direttore generale Massimo Giupponi, su richiesta del consigliere regionale di Azione Niccolo’ Carretta, si legge che dall’esame “del flusso SDO (schede di dimissione ospedaliera, ndr) relativo al periodo 01/12/2019 – 23/02/2020, nel presidio ospedaliero “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo risultano 145 dimessi con diagnosi ricomprese tra i diversi codici utilizzati dal sistema di classificazione delle malattie (ICD 9 CM) di polmonite”. E tuttavia “La maggior parte di queste tuttavia risultano avere in diagnosi principale il codice 486 ‘Polmonite agente non specificato’”: dalle tabelle allegate risultano 40 a dicembre, 52 a gennaio a cui si aggiungono le 18 dello scorso novembre riportate in una seconda relazione nella quale si sottolinea anche che tali polmoniti atipiche nel 2018 sono state 196 e nell’anno successivo 256. Pero’, specifica il dg, “la semplice analisi della scheda di dimissione ospedaliera non consente di poter ascrivere tale diagnosi a casi di infezione misconosciuta da Sars Cov-2.” Per rilevare la quale sarebbe stato necessario un tampone.