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Coronavirus, in Lombardia +1041 casi, decessi +243. Crescono Milano e Brescia

I positivi nella provincia di Milano continuano a crescere (+325). A Milano città sono 166 i casi in più rispetto a ieri

Coronavirus, in Lombardia +1041 casi, decessi +243. Crescono Milano e Brescia
17 aprile 20
I positivi nella provincia di Milano continuano a crescere (+325). A Milano città sono 166 i casi in più rispetto a ieri
Coronavirus, in Lombardia +1041 casi, decessi +243. Crescono Milano e Brescia

Coronavirus, in Lombardia +1041 casi, decessi +243. Crescono Milano e Brescia

In Lombardia al 17 aprile si registrano in tutto 64.135 casi positivi al coronavirus (+1041 rispetto a ieri), in terapia intensiva ci sono 971 pazienti (-61), i decessi totali sono 11851 (+243), i ricoverati non in terapia intensiva sono 10.627 (-729), i dimessi salgono a 40.713 (+1615). Quando ai dati delle singole province: CO 2.285 (+52), VA 2021 (+68), MB 3975 (+43), MI 15277 (+325) di cui a Milano città 6326 (+166), LO 2678 (+52), PV 3448 (+58), SO 866 (+2), LC 2005 (+19), BG 10.590 (+72), BS 11567 (+212), MN 2748 (+57), CR 2748 (+40). I tamponi effettuati raggiungono quota 243513 (+10839 da ieri).

Astuti: “Siamo ancora in una fase di crescita costante”

Questa l’analisi di Samuele Astuti, professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia (QUI la dashboard con i dati interattivi):

“Per settimane ci è stato detto che la capacità produttiva non poteva essere aumentata, mentre oggi è emerso che ci sono in Lombardia laboratori privati che fanno tamponi al di fuori del sistema sanitario regionale. La Regione Lombardia deve avere il coraggio di avocare a sé la capacità produttiva anche di questi laboratori. L’andamento pressoché costante del numero di casi positivi negli ultimi giorni indica il passaggio a una fase di crescita costante (il cosiddetto plateau). Ci vorrà ancora tempo prima di vedere un’effettiva diminuzione. La battaglia non è ancora vinta. La messa in opera di una raccolta dei dati epidemiologici precisa e continua è necessaria premessa alla fase di ripresa delle attività (la cosiddetta fase due). È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio (anche tramite test sierologici) in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario. Le persone, le aziende e le organizzazioni lombarde devono essere in grado di interagire con i loro partner principali in maniera semplice, efficace ed efficiente, per questo è necessario che  le modalità operative messe in atto in Lombardia siano compatibili e omogenee con quello che avverrà nelle altre regioni italiane e nelle altre nazioni europee.Qui la dashboard coi dati interattivi”.