Coronavirus in Lombardia: 126 decessi, ma oltre mille dimessi
Coronavirus in Lombardia, i dati aggiornati al 28 aprile: i casi positivi sono 869 in più, per un totale di 74.384. Una crescita rispetto a ieri proporzionale al maggior numero di tamponi effettuati. I decessi sono stati 126. Ieri erano stati 124, l’altroieri 56. Il totale di morti in Lombardia sale a 13.575. Si liberano altri 25 posti in terapia intensiva, che interessa oggi 655 pazienti. Ed altri 245 posti si sono liberati nei reparti non di terapia intensiva: oggi sono 7.280. Più di mille i dimessi in totale.


Astuti: “Impressionante il peso delle Rsa e degli ospedali”
Commenta Samuele Astuti, professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia (QUI LA DASHBOARD CON I DATI INTERATTIVI): “Come riportato anche in un servizio del TGR di lunedì, ci sono ancora laboratori in attesa di essere coinvolti nelle analisi coordinate dalla Regione Lombardia. Ci chiediamo quali siano i motivi per cui a più di 60 giorni dall’inizio dell’emergenza ci si trovi ancora in questa situazione; perché ci voglia così tanto tempo per aumentare la capacità di analisi del sistema lombardo in modo sistemico, continuo e regolare; come mai sia necessario ricorrere alle denunce televisive per poter ottenere la dovuta attenzione da parte del governo regionale. Si continuano a riscontrare notevoli ritardi nella comunicazione degli esiti dei tamponi: passare più di dieci giorni in attesa dell’esito mette in difficoltà gli operatori sanitari, le aziende, le famiglie.
È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio combinando nell’opportuna sinergia i test basati sui tamponi rino-faringei con i test sierologici in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario. Nella slide numero 56 possiamo vedere la distribuzione dei luoghi di contagio rilevata al 1° aprile. Il peso delle RSA è impressionante, così come quello degli ospedali (rispettivamente al 44% e all’11%). È indispensabile condurre con continuità e rapidità un’analisi come questa sulla situazione della Regione Lombardia per capire le cause dei contagi che si stanno verificando a quasi due mesi dell’inizio del lockdown: se non si capisce qual è la ragione di un così continuo e persistente contagio non si potrà affrontare con serietà e serenità l’approccio alla fase due. La messa in opera di una raccolta dei dati epidemiologici precisa e sistematica e diffusa sul territorio (senza lasciare aree scoperte) è necessaria premessa alla fase di ripresa delle attività. I dati relativi alla provincia di Varese indicano quanti pochi tamponi siano stati fatti in questa area. Non possiamo lasciare delle aree scoperte perché sarebbero esposte a un rischio maggiore al momento della ripresa”
Fontana: “Siamo sulla strada giusta, usciamo da situazione incredibile”
I dati di oggi “ci dicono che siamo sulla strada giusta e ci indirizziamo verso una graduale uscita da questa sistuazione incredibile. Questo lo si deve innanzitutto all’impegno dei cittadini”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso della diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza coronavirus. Il governatore ha pero’ invitato i lombardi a mantenere gli stessi comportamenti anche nella fase di ripartenza. “Anche nella fase di ripresa dovremo mantenere quei comportamenti fondamentali che abbiamo tenuto per evitare che il virus possa tornare a diffondersi”.
Trasporti pubblici: rimodulare gli orari
In materia di trasporto pubblico locale Fontana si e’ detto “convinto che sia abbastanza problematico intervenire a posteriori”, per esempio “bloccando l’accesso ai mezzi pubblici”. L’opzione preferita dal governatore e’ quella secondo la quale “bisogna intervenire prima”, nel senso che occorre fare in modo “per cui non tutti abbiano lo stesso orario di inizio”, ma che esso “sia dilazionato durante l’arco della giornata e magari non su 5 giorni ma su 7 giorni”. Fontana, inoltre, si augura che “sui mezzi pubblici spontaneamente ci sia un numero tale di persone che non mettano in pericolo di contagiare gli altri”.
Fontana scrive a Conte: “Via libera alle celebrazioni religiose”
“Il presidente Attilio Fontana, ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte con una serie di proposte, avanzate a Regione Lombardia dall’Arcidiocesi di Milano, per chiedere il via libera alle celebrazioni religiose”. Lo comunica in una Nota la Regione Lombardia. “La missiva – prosegue la Nota – contiene una serie di suggerimenti condivisi anche con le autorita’ sanitarie”.
Fontana: “Al lavoro su riapertura oratori e centri estivi”
Il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, interviene sul tema delle difficolta’ che potrebbero incontrare le famiglie con due genitori a lavoro e i figli a casa a causa della chiusura delle scuole. “Fino a ieri c’era stata da parte dell’Istituto superiore della sanita’ una specie di chiusura sulla possibilita’ di riaprire i centri estivi o gli oratori: ieri – ha detto Fontana durante una diretta Facebook – ho espresso al presidente del Consiglio Giuseppe Conte la mia preoccupazione” su questo aspetto e il premier “ha mostrato una certa apertura”, nello specifico verso alcune proposte avanzate da don Stefano Guidi, coordinatore degli oratori lombardi. “La proposta del sacerdote va nella direzione giusta e questa puo’ essere una soluzione, insieme ad altre che abbiamo proposto, per i figli di chi lavora”
Gallera: “Test sierologici, al via altri 33 centri”
“A partire da domani, con l’avvio di altri 33 centri, si estende a tutta la Lombardia l’esecuzione dei prelievi ematici per l’elaborazione dei test sierologici che porteranno a regime, entro l’inizio della prossima settimana, il sistema regionale di analisi degli anticorpi neutralizzanti per il Covid-19”. Lo annuncia l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “In pochi giorni abbiamo attivato 46 centri prelievi – prosegue Gallera – presso i quali vengono invitati i cittadini ancora in quarantena fiduciaria, soggetti sintomatici, con quadri simil influenzali, senza sintomi da almeno 14/21 giorni segnalati dai Medici di Medicina Generale alle Ats e i contatti di casi asintomatici o con sintomi lievi, identificati dalle Ats a seguito dell’indagine epidemiologica gia’ prevista ma senza l’effettuazione del tampone nasofaringeo per ricerca di SarsS-CoV-2, anch’essi ancora in quarantena fiduciaria. Contestualmente vengono effettuati i prelievi anche al personale sanitario”.


