Coronavirus, in Lombardia 17.713 positivi (+1.493), decessi 1.959 (+319)
I cittadini positivi al coronavirus in Lombardia sono saliti a 17.713, con un incremento di 1.493 persone, un aumento inferiore rispetto ai ieri quando erano cresciuti di 1.971 casi. I ricoverati sono 7.285 (+332 in calo rispetto a ieri +782), quello in terapia intensiva 924 (+45, ieri +56). Crescono in maniera importante invece i decessi che sono 1.959 (+319). Qui tutti i dati in dettaglio: Vai al file. Materiale preparato da Samuele Astuti, Professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia, aggiornati al 18 marzo.
“Il numero dei decessi – commenta il prof. Astuti – supera il 10% dei casi positivi: un rapporto così alto potrebbe essere indice di una discrepanza tra il numero dei positivi rilevati e il numero dei positivi effettivi. Altrimenti ci si dovrebbe seriamente interrogare sui motivi di una situazione della Regione Lombardia così diversa dagli altri contesti in cui l’epidemia viene monitorata. La situazione dei casi positivi regionali sembra stabilizzarsi (grazie anche a una rettifica dei dati di ieri). Il numero così elevato di decessi pone però dei dubbi sull’effettiva affidabilità dei dati relativi ai casi positivi.”
“Da oggi – spiega Samuele Astuti – sul grafico che riporta la distribuzione dei decessi per fascia d’età viene indicato (per ogni fascia d’età) anche il numero dei morti per 10’000 residenti. È anche stato introdotto un grafico che riporta il numero dei decessi divisi per fascia d’età e genere. Ai dati provinciali espressi in valore assoluto, da oggi sono stati aggiunti anche i dati provinciali normalizzati rispetto al numero degli abitanti (casi positivi ogni mille abitanti) per presentare un valore omogeneo per le diverse aree.”
“Rimane critica – sottolinea Astuti – la situazione di Brescia, mentre sembra migliorare sensibilmente quella di Lodi, dove i provvedimenti di «quarantena» sono attivi da più tempo. L’area metropolitana di Milano è da monitorare con particolare attenzione vista la sua criticità. Si ribadisce la difficolta di analizzare dati di cui non è garantita l’uniformità e l’omogeneità.”
“Il dibattito politico e mediatico – aggiunge Astuti – è concentrato sul tema degli ospedali. Una seria politica sanitaria ha bisogno di agire su due fronti: ospedali e medicina del territorio. Se ci concentriamo solo sul rafforzamento degli ospedali potremmo non riuscire comunque a ridurre il contagio sul territorio. È necessario potenziare il monitoraggio della popolazione, specialmente delle categorie più a rischio (come per esempio il personale sanitario) in modo da tenere sotto controllo la diffusione del virus. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che i laboratori dedicati all’analisi dei tamponi vedano crescere la loro capacità produttiva rapidamente.”
