Coronavirus in Lombardia: 47 morti in 24 ore, superati i 14mila decessi
Sembra esserci una piccola battuta d’arresto nel calo dei ricoveri in Lombardia. Il numero continua a scendere, oggi -18 in terapia intensiva e -99 complessivi ma meno di ieri quando erano stati -42 e -206. In netto calo invece il numero delle vittime: oggi 47 contro le 88 del giorno precedente. Al numero complessivo bisogna pero’ aggiungerne 282 per l’aggiornamento relativo all’intero mese di aprile arrivato da diversi comuni.
Continua la discesa dei nuovi casi di positivi in Lombardia e nella citta’ di Milano. Nella regione i nuovi contagiati sono risultati oggi 533 contro i 737 di ieri con una sostanziale stabilita’ del numero di tamponi effettuati (13.058 contro 13.701). Nella provincia di Milano i nuovi casi sono stati invece 249 e nel capoluogo 115 contro rispettivamente 364 e 177 di ieri. In calo anche il numero dei dimessi dagli ospedali: 320 contro gli 869 di ieri.
Con i 47 di oggi a cui vanno ad aggiungersene altri 282 nell’intero mese di aprile, rimasti fuori dalle statistiche per la mancata comunicazione di alcuni comuni, la Lombardia supera oggi la triste soglia delle 14mila vittime esattamente 14.189. Il numero dei positivi ha passato invece quota 77mila (77.002) con 403mila tamponi effettuati. Sempre per quanto riguarda i numeri complessivi, in terapia intensiva rimangono 545 persone mentre i ricoverati nei reparti covid sono 6.529. Alto il numero dei dimessi che e’ arrivato oggi a 52.356.
Astuti: “Quanti tamponi vuole fare la Lombardia?”
Questo il commento di Samuele Astuti, professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia. QUI LA DASHBOARD CON I DATI INTERATTIVI
“La Regione Veneto ha comunicato di recente che arriverà a eseguire 30’000 tamponi al giorno. Qual è l’obiettivo che si pone la Regione Lombardia? Lo chiediamo da settimane, ma non abbiamo ancora risposte. Viste dimensioni e il livello di contagio, dovrebbero essere almeno il doppio di quelli previsti in Veneto. Le ATS devono prendere in mano la gestione del monitoraggio e della sorveglianza sui territori. Se così non sarà NON avremo la possibilità di individuare immediatamente gli eventuali nuovi focolai e quindi saremo costretti a nuovi e più pesanti lockdown. È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio combinando nell’opportuna sinergia i test basati sui tamponi rino-faringei con i test sierologici in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario. Se riparte la Lombardia riparte tutta l’Italia! Ormai da quasi tre settimane la Regione Lombardia continua a negare l’accesso ai dati dettagliati sulla distribuzione dei tamponi positivi che prima erano disponibili”.

