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Coronavirus in Lombardia, positivi e decessi tornano a crescere

Coronavirus in Lombardia, il bollettino del 21 aprile: salgono positivi e decessi, ma diminuiscono ricoverati e terapie intensive

Coronavirus in Lombardia, positivi e decessi tornano a crescere
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Coronavirus in Lombardia, positivi e decessi tornano a crescere
Coronavirus in Lombardia, positivi e decessi tornano a crescere

Coronavirus in Lombardia, positivi e decessi tornano a crescere

Coronavirus in Lombardia, il bollettino del 21 aprile registra 960 casi positivi in più rispetto a ieri (il totale è salito a 67.931), dato in crescita rispetto a ieri (+735) e l’altroieri (+855). Aumentano sensibilmente anche i decessi: oggi 203, contro i 164 registrati sia ieri che l’altro ieri. Le vittime in totale in Lombardia sono 12.579. Notizie migliori giungono da terapia intensiva, con 50 ricoverati in meno. Oggi sono 851. Il calo ieri e l’altroieri era stato rispettivamente di 21 e 25 unità. Diminuiscono significativamente anche i ricoveri non in terapia intensiva, ora sotto quota 10mila: -333 in 24 ore. E i guariti sono stati 545.

A Milano rilevati 408 positivi in più per un totale di 16.520 casi. Anche in questo caso l’incremento delle rilevazioni rispetto a ieri e l’altro ieri è significativo.

Astuti: “Fase 2, servono modalità operative omogenee”

Commenta i dati odierni Samuele Astuti, professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia (QUI la dashboard coi dati interattivi). “Per settimane ci è stato detto che la capacità produttiva non poteva essere aumentata; questa settimana abbiamo potuto rilevare una capacità quasi doppia di quella di due settimane fa. Inoltre in questi giorni è emerso che ci sono in Lombardia laboratori privati che fanno tamponi al di fuori del sistema sanitario regionale. La Regione Lombardia deve avere il coraggio di avocare a sé la capacità produttiva anche di questi laboratori. L’andamento pressoché costante del numero di casi positivi e del numero di decessi negli ultimi giorni indica il passaggio a una fase di crescita costante (il cosiddetto plateau). Ci vorrà ancora tempo prima di vedere un’effettiva diminuzione. La battaglia non è ancora vinta. È indispensabile condurre un’analisi qualitativa per capire le cause dei contagi che si stanno verificando a più di un mese dell’inizio del lockdown: se non si capisce qual è la ragione di un così continuo e persistente contagio non si potrà affrontare con serietà e serenità l’approccio alla fase2. La messa in opera di una raccolta dei dati epidemiologici precisa e continua è necessaria premessa alla fase di ripresa delle attività. È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio (anche tramite test sierologici) in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario. Le persone, le aziende e le organizzazioni lombarde devono essere in grado di interagire con i loro partner principali in maniera semplice, efficace ed efficiente, per questo è necessario che  le modalità operative messe in atto in Lombardia siano compatibili e omogenee con quello che avverrà nelle altre regioni italiane e nelle altre nazioni europee.

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Coronavirus, Gallera: dal 23 aprile test sierologici a Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona

Milano – “Da giovedi’ 23 aprile partiremo con i test sierologici nelle aree piu’ colpite dal Coronavirus nelle province di Lodi, Cremona, Bergamo e Brescia. Dal 29 aprile, le analisi saranno estese a tutta la Lombardia”. Lo comunica l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. “Ad oggi, i test che verranno proposti ai cittadini sono stati messi a punto con l’IRCCS San Matteo di Pavia e consistono in un prelievo ematico – spiega Gallera – che serve per verificare se un organismo ha sviluppato gli anticorpi e se questi sono neutralizzanti per il virus. Per iniziare, effettueremo i test a categorie di cittadini ben definite: i cittadini ancora in quarantena fiduciaria, soggetti sintomatici, con quadri simil influenzali, senza sintomi da almeno 14/21 giorni segnalati dai Medici di Medicina Generale alle ATS; i contatti di casi asintomatici o con sintomi lievi, identificati dalle ATS a seguito dell’indagine epidemiologica gia’ prevista ma senza l’effettuazione del tampone nasofaringeo per ricerca di SARS-CoV-2, anch’essi ancora in quarantena fiduciaria”.

“Alle persone che corrispondono a queste caratteristiche – spiega l’assessore – verranno proposti questi test con modalita’ definite dalle ATS. Costoro dovranno presentarsi in uno dei centri prelievi concordati con le Aziende Socio Sanitarie Territoriali di riferimento. L’esito dei Test effettuati sara’ comunicato alle ATS di competenza e agli stessi cittadini”. “La prossima settimana – conclude Gallera – le analisi saranno estese a tutta la Lombardia, con priorita’ alle medesime categorie di persone”. Ulteriori dettagli sui centri prelievi e sulle relative tempistiche saranno diffusi nei prossimi giorni.