C’è un’immagine che vale più del risultato di Inter-Monza, gara inaugurale della Serie A 2026/27 al Meazza: quella di un ragazzo che si alza dal seggiolino ed esulta per un gol nerazzurro. Si tratta di Leonardo Bove, tifoso interista e tra i giovani sopravvissuti all’incendio che la notte di Capodanno ha devastato il locale Le Constellation di Crans-Montana. Per lui, spiega il club sul proprio sito, quella non era una partita come le altre ma il ritorno a una delle passioni che l’incendio aveva interrotto.
La visita dell’Inter al Centro Grandi Ustioni
Il sostegno della società è cominciato nei mesi più duri del ricovero. Lo scorso febbraio una delegazione guidata dal presidente Giuseppe Marotta, con Federico Dimarco, Nicolò Barella, Francesco Toldo, Giuseppe Bergomi e Piero Volpi, ha raggiunto Leonardo e gli altri ragazzi ricoverati al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda, incontrando anche il personale sanitario impegnato nei percorsi di recupero. Prima ancora erano arrivate la visita del vicepresidente Javier Zanetti e le videochiamate di alcuni giocatori, insieme al regalo che il ragazzo ha conservato: la maglia numero 9 di Thuram, personalizzata con la scritta “Leo”.
“Bentornato, Leonardo”: il messaggio del club
“Ci sono serate che hanno un significato particolarmente speciale, in cui si tornano a vivere quelle emozioni che da tempo aspettavamo di riassaporare”, si legge nella nota pubblicata dall’Inter, che ricorda i mesi di ospedale e riabilitazione e definisce la presenza al Meazza “un momento particolarmente significativo”, per poi chiudere con due parole: “Bentornato, Leonardo”.
Nello stesso testo viene ricordato l’obiettivo che il ragazzo ha ribadito di recente, tornare a giocare a calcio. Un traguardo verso cui aveva già mosso un passo nelle ore precedeti alla partita: prima di raggiungere lo stadio, infatti, era tornato sul campo della Scaroni, la società milanese in cui giocava.
Il fronte giudiziario in Svizzera e l’arresto di Jacques Moretti
Mentre a Milano si celebra un ritorno, in Vallese la vicenda giudiziaria si complica. Jacques Moretti, proprietario del Constellation e indagato per l’incendio insieme alla moglie Jessica e ad altre quattordici persone, è stato arrestato con l’accusa di violenze proprio sulla moglie. L’episodio, riferito dalle televisioni svizzere Rts e Léman Bleu, risalirebbe alla notte tra l’11 e il 12 agosto e ha comportato il ricovero della donna in ospedale.
I difensori della coppia parlano di fatti che “riguardano esclusivamente la loro vita privata” e che non vanno confusi con la tragedia del locale. Il procedimento resta formalmente distinto da quello sul rogo, nel quale le contestazioni comprendono omicidio colposo, incendio doloso per negligenza e lesioni personali gravi. Mentre l’accertamento delle responsabilità procede a rilento, il recupero dei sopravvissuti si misura in interventi, sedute di riabilitazione e piccole conquiste. Una di queste, domenica sera, è stata il ritorno di Leonardo sugli spalti di San Siro.

