Milano
Milano si ferma per Chiara e Achille: i funerali dei due giovani morti a Crans-Montana
Cerimonie in contemporanea a Santa Maria delle Grazie e Sant’Ambrogio. Sala, Fontana e rappresentanti delle istituzioni accanto alle famiglie

Milano: i funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi
Milano si ferma per Chiara e Achille: i funerali dei due giovani morti a Crans-Montana
Milano si stringe oggi attorno alle famiglie di Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due giovani milanesi morti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. I funerali sono iniziati in contemporanea alle 14.45 in due chiese simbolo della città.
Alla basilica di Santa Maria delle Graziel’ultimo saluto a Chiara Costanzo. Il feretro è stato accolto da un lungo applauso, mentre amici e compagni di classe si sono stretti davanti alla chiesa. La madre della ragazza, arrivata con il marito e i figli, ha abbracciato e consolato a lungo i giovani presenti, molti in lacrime. Alla cerimonia partecipano il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore regionale Gianluca Comazzi e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, oltre ad altri rappresentanti delle istituzioni. A officiare il funerale monsignor Alberto Torriani. Presente anche la senatrice a vita Liliana Segre.
Alla basilica di Sant’Ambrogio le esequie di Achille Barosi. La chiesa si è riempita fin dalle prime ore di tantissimi giovani, molti con zaini e cartelle appena usciti da scuola: Achille frequentava il liceo artistico Orsoline San Carlo, a pochi passi dalla basilica. Sul sagrato sono state deposte corone di fiori degli amici, con messaggi di affetto, mentre all’interno è stato predisposto un picchetto d’onore dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Milano. Ai piedi dell’altare fiori rossi e bianchi, sullo sfondo i gonfaloni delle istituzioni. Presenti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicesindaca Anna Scavuzzo, oltre all’ex parlamentare Pd Emanuele Fiano.
Il padre di Chiara: "Scoperchiare tutto quello che c'è"
Il padre di Chiara, Andrea Costanzo, prima della funzione ha affidato il suo messaggio a parole scandite dall'emozione: "Chiara aveva voglia di vita ed è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni. Nessun ragazzo dovrebbe farlo. L'Italia ci ha abbracciato con umanità e sensibilità straordinarie, ora però è il momento di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c'è. Abbiamo sete di verità e vogliamo che tragedie come questa non accadano mai più".
L'insegnante di Chiara: "Il tuo sorriso avrebbe sciolto la calotta polare"
Il sorriso di Chiara “avrebbe sciolto la calotta polare”: sono le parole con cui inizia la lettera di Esmeralda, una insegnante di Chiara: “Non vedevi l’ora di approfondire la Divina Commedia, non ti servirà più”. “Volevi fare l’anno all’estero, viaggiare e ti prometto che quando riuscirò andrò io e ti porterò con me – piange la sorellina –. Dovevi andare a vivere da sola, innamorarti, avere figli. Non dovevi neanche essere in quel posto, e io sono così arrabbiata che tu sia stata portata via da questa terra a sedici anni. Sedici”.
La mamma di Achille: "Ci hai insegnato il coraggio e l'amore"
"Tu, insieme ai tuoi amici, ci avete insegnato cosa sono il coraggio e l'amore. Oltre all'orrore che ho toccato con mano e sentito, ho visto la vostra enorme purezza. Hai solo sedici anni e mezzo ma eri molto più maturo e capivi tutto. Avevi la fierezza di un vero italiano, sapevi tutto sulla mafia e sul codice penale tanto che non avevi deciso ancora se fare l'architetto o il giudice. Sii fiero del tuo Paese quanto lo sono io". Lo ha detto Erica, la mamma di Achille Barosi, durante i funerali.
"Sono seduta sul tuo letto e ascolto la nostra canzone, che cantavano a squarciagola mentre andavamo e tornavamo da casa dei tuoi adorati nonni e di tua zia, nonché la tua seconda mamma - ha aggiunto -. La tua versione femminile è qui con l'anima. Credimi, Matilde ti ama come un'anima gemella e io mi prenderò cura di lei. Dillo a Riccardo". "Ho avuto il privilegio e la fortuna di essere tua mamma. Sono tanto fiera di te e la tua anima è qui con me - ha proseguito -. Ti ho sempre riconosciuto come un'anima antica, folle come piace a me. Di notte io e papà dormiamo con i tuoi zainetti di quando avevi due anni, io il San Bernardo e papà la mucca". Per "spiccare il volo", ha detto ancora la mamma, "ha scelto il tuo posto del cuore, angelo mio, le tue montagne. D'altronde il posto terreno più vicino a Dio. Cioccolata (il cane di famiglia, ndr) ti ha fatto un dispetto: ti ha preso un disegno, lo ha fatto a mille pezzi e lo ha lasciato sotto la tuo scrivania. È il suo modo dispettoso, come te, di salutarti e lasciarti andare". "Sei libero, vola amore io, hai delle ali luminosissime e saprò vederti. Mamma - ha concluso - tua per sempre".
Il padre di Achille: "Abbiamo scritto un bellissimo libro insieme"
Il padre Nicola ha detto: “Mi sono completamente smarrito e svuotato, tutto mi appare diverso. Quel marciapiede non sarà più lo stesso. Quella fermata del tram numero 1 non sarà più la stessa. Al tempo stesso mi sento di dirti che insieme abbiamo scritto un bellissimo libro di cui ricordo e ricorderò ogni singola parola”.
Don Rivolta: "Achille ragazzo forte e di una gentilezza rara"
Achille Barosi, lo studente del liceo delle Orsoline di San Carlo morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana, era un "ragazzo forte, capace e determinato e di una gentilezza rara. Amava Pasolini e i presepi, li faceva sempre a novembre. Un ragazzo capace di ascolto di se' e degli altri, di ascoltare anche i rimproveri, una dote rara, oggi, di cui forse tutti dovremmo fare tesoro". Lo ha detto don Alberto Rivolta nel corso dell'omelia al funerale del ragazzo, in corso alla basilica di Sant'Ambrogio, a Milano. "Nella sua classe aveva un ruolo di leader, era sensibile per le cose vere della vita. Achille ci insegna come si vive la vita, nell'ascolto e in profondita'. Attraverso di lui stiamo reimparando a volerci bene. Ora e' Dio che si prende cura di lui. Mi rivolgo a te, Achille: accompagnaci, continua a sorridere e a volerci bene. Chiedi per noi il dono della speranza e della consolazione", ha concluso.
Fontana: "Un dolore immenso per tutta l'Italia"
“Siamo venuti per manifestare la nostra vicinanza e il nostro dolore immenso – ha dichiarato Fontana arrivando a Sant’Ambrogio – per far capire che tutta la città, tutta la regione, tutta l’Italia sono vicine ai ragazzi che non ci sono più e ai familiari che stanno vivendo qualcosa di indicibile. In queste ore la comunità si è stretta attorno a loro”.
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Il funerale di Sofia Prosperi a Lugano, nel rispetto della privacy
I funerali di Sofia Prosperi, la più giovane tra le vittime dell’incendio, si tengono invece a Lugano, nella cattedrale di San Lorenzo, celebrati dal vescovo Alain de Reamy. La famiglia, residente a Castel San Pietro nel Canton Ticino, ha chiesto una cerimonia riservata. In un’intervista al Corriere del Ticino, il padre Matteo ha domandato che "non vi siano pressioni, contatti insistenti, riprese o presenze intrusive", per poter ricordare Sofia lontano dai clamori mediatici.
Meloni al Niguarda, restano critiche le condizioni dei feriti
Il dolore per le giovani vite spezzate si accompagna alla speranza per gli undici pazienti ricoverati a Milano, tutti ancora in condizioni critiche e in prognosi riservata. Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato l’Ospedale Niguarda, incontrando alcuni feriti e i loro familiari e ringraziando medici e infermieri impegnati senza sosta.
Sul fronte sanitario, il direttore generale del Niguarda Alberto Zoli ha spiegato che tutti gli undici pazienti presentano ustioni più o meno estese o compromissioni delle funzioni vitali e che "manteniamo ancora una prognosi riservata". Il direttore di Anestesia e Rianimazione Giampaolo Casella ha parlato di un decorso seguito giorno per giorno, mentre proseguono gli interventi e restano difficoltà nel trasferimento di due pazienti ancora in Svizzera. "Abbiamo visto dolore, ma mai disperazione", ha raccontato Valeria Terzi, medico dello scout team inviato negli ospedali svizzeri.
Delpini: "Sia fatta giustizia"
Alle camere ardenti, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha chiesto che sia fatta giustizia: "Se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce". Una richiesta condivisa anche da Sala, che ha ricordato come in Italia le regole per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi siano più rigorose, sottolineando che "giustizia deve essere fatta". Sulla stessa linea Fontana, per il quale "il pensiero va sempre a quei ragazzi".













