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Milano
D'Alfonso: "Ascensore in Duomo? Ci sono altre soluzioni"

di Franco D’Alfonso,
assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale, Servizi Civici

L’idea di Giangiacomo Schiavi di far uscire alla luce del sole il dibattito su ascensore e piazza Duomo  ha il pregio del buon senso, merce sempre piuttosto rara in queste occasioni.

Qualsiasi progetto riguardante piazza del Duomo non può avere le caratteristiche del “prendere o lasciare” perché  stiamo parlando del  cuore non metaforico di Milano. Si deve trattare di idee che non siano relegate in partenza al periodo ipotetico del terzo tipo , come purtroppo sembra essere il disegno dell’architetto Caputo di cui si parla. La torre di 80 metri, bella o brutta che possa essere, per stare in piedi deve essere ancorata su un basamento che comporterebbe uno scavo le cui caratteristiche farebbero sembrare il parcheggio di Sant’Ambrogio  un cantiere impiantato nel deserto di  Zabriskie Point, senza contare che accelerare le procedure autorizzative in presenza di un parere non entusiasticamente favorevole della Sovraintendenza non è consigliabile per nessuno.

Ma a 150 anni esatti dalla storica sistemazione della piazza ed a meno di 500 giorni dall’apertura di Expo 2015 abbiamo comunque il dovere di non  lasciar cadere la questione dividendosi in  tifoserie  sempre pronte a parlare ma molto meno a praticare : sono certo che il vicesindaco De Cesaris , che ha appena applicato  efficacemente il metodo dell’avviso di interesse per mettere a dibattito diciotto diversi progetti per il dopo-Expo , saprà lanciare una iniziativa analoga che con tempi necessariamente brevi faccia emergere più di una soluzione praticabile e realizzabile in meno di dodici mesi effettivi di lavoro per le esigenze individuate, vale a dire permettere anche ai disabili di arrivare sul “tetto di Milano” e facilitare e mettere a disposizione del maggior numero di persone possibile una delle più suggestive “viste” urbane del mondo.

Non quindi un concorso di idee per l”ascensore” , ma per una “soluzione” che può essere  anche molto diversa.  Per esempio, per  l’accesso facilitato ai disabili –  garantirlo è un dovere civico ineludibile – sono possibili altre soluzioni , dal rispristino di ascensori esistenti  all’installazione interna di altri elevatori  fino alla destinazione esclusiva di strutture mobili meno impattanti accanto al cantiere della Veneranda Fabbrica, senza necessità di implementazione di  altre strutture sul tetto della Cattedrale.
Ma è sul dotare la piazza di una “terrazza” fruibile da molti che penso si debba esercitare la fantasia , come già in passato è stato fatto, ad esempio con la  costruzione dell’Arengario che ebbe (anche) questa funzione, anche se poi il balcone venne riservato  alle poche  visite di Mussolini a Milano . La soluzione potrebbe essere proprio cercando nel passato : il progetto della Galleria come si sa non fu mai portato a termine  , sia per mancanza di fondi sia per  la scomparsa del suo ideatore , in particolare nella parte superiore, dove ancora oggi si accozzano volumi e livelli esiti di fine cantiere senza alcuna omogeneità.  L’architetto Mengoni aveva pensato che la parte superiore del  salotto della città dovesse essere l’attico, la terrazza con vista , con annessi bar e ristoranti , luogo di ritrovo serale di bellezza incomparabile : sono certo che qualche giovane architetto non avrebbe difficoltà a riprendere in chiave moderna e meno elitaria quella idea,  la cui realizzazione sarebbe un “segno”  non meno significativo della difficile torre metallica . Non vi è dubbio che solleverebbe un dibattito altrettanto vivace : giusto due anni fa quando Giunta e Sindaco accettarono la mia proposta di installazione per sei mesi di “the Cube” , il ristorante aereo che gira per le grandi città del mondo ( dopo Milano è stato Stoccolma ed a Londra ) ,in perfetto rito ambrosiano fui sommerso da contumelie e da “accessi agli atti amministrativi” da destra e da sinistra  ma anche da approvazioni e sostegni insospettabili.

E , già che ci siamo, potremmo portare a dibattito anche una idea, che considero bella e brillante , che “Italia Nostra” ha studiato da tempo  e che in questa occasione  potrebbe trovare opportunità di finanziamento e realizzazione . Si tratta dell’utilizzazione del “bunker “ di Mussolini, il rifugio antiaereo realizzato sotto il Sagrato che  ospita attualmente le biglietterie di Atm e Scala , come sorta di “piramide di Pei” del Louvre riportata al Duomo : attraverso alcuni interventi si potrebbe realizzare un grande spazio di biglietteria e  book center, trasferendovi anche il non eccezionale attuale book store che si trova all’ingresso del Duomo, funzionando al contempo come accesso ai musei del Novecento e di Palazzo Reale , collegandoli con tunnel già quasi tutti esistenti . E con una importante e suggestiva  novità , l’accesso diretto alla Cripta che si trova  sotto il sagrato alto, cui si accede oggi attraverso una scaletta dall’interno del Duomo , rendendo accessibile a tutti il vero cuore storico e luogo fra i più antichi della città di Milano .
Abbiamo poco tempo , ma sono certo che anche una piccola possibilità di realizzare qualcosa di bello ed utile per la città non andrà sprecata, così come sono certo che  tra i tanti , tantissimi che dimostrano interesse ad investire sul “cuore “ di Milano, come gli imprenditori del mondo della moda e della creatività e non solo loro, non si faranno sfuggire la possibilità di legare il proprio nome non ad una occupazione ma alla realizzazione di nuovi ed importanti spazi pubblici.

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