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“Da 11 anni nei tribunali entra di tutto”. La nuova rubrica di Affari

L’ANALISI/Undici anni fa l’inviato di Striscia Luca Cassol entrava al tribunale di Milano mostrando, al posto del tesserino, la foto di una donna nuda. Da lì in poi servizi del genere si sono moltiplicati e ripetuti mostrando tutte le falle del sistema. Ma a nessuno è mai importato granché. Fino al folle gesto di Claudio Giardiello. I Hate Milano

di Mister Milano

Undici anni fa l’inviato di Striscia Luca Cassol entrava al tribunale di Milano mostrando, al posto del tesserino, la foto di una donna nuda. Da li in poi di servizi del genere ne sono andati in onda a decine, e gli inviati del tg satirico di Canale 5 hanno portato nei cessi dei tribunali italiani coltelli, pistole di plastica, provoloni, eccetera eccetera. Il sistema mediatico in Italia e’ davvero strano: sveli il vincitore di un concorso di cucina e sollevi il mondo, fai vedere che puoi entrare in tribunale con il ferro e non succede un cazzo.

Un po’ come quando l’ascolto scende se ci si occupa dei problemi dei disabili, ma sale quando documenti il malessere delle oche. Così’, d’improvviso, il Paese scopre che i tribunali sono più’ penetrabili di Villa San Martino a poche ore da un bunga bunga. L’Italia pare una donna di 50 anni su Tinder. Con filtri e photoshop pare ancora piacente, ma quando la incontri nel mondo reale, in un bar, ti viene una tale malinconia che ti chiudi in un silenzio e ti chiedi, tra i tanti, quale sia stato l’errore più grosso.

Ecco, che sia la scoperta che sulle navi da crociera i capitani fanno gli inchini, o che i politici comprano immobili a loro insaputa, o che basti non un hitman ma un tizio con la faccia da portinaio per far fuori un giudice in un tribunale, l’incontro con la realtà in Italia lascia sempre davanti allo stesso dubbio. Quello se sia più’ comica o più’ tragica.