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Da Loch Ness al Lago Maggiore: le folli nuotate dei “Glaciali”

Imprese epiche per puro spirito sportivo: è questa la filosofia dell’associazione sportiva di Gazzada Schianno, nel Varesotto

di Lorenzo Zacchetti

Hanno attraversato a nuoto i 2.850 metri da una sponda all’altra del più famoso lago scozzese, con nove gradi di temperatura e con la leggenda del mostro di Loch Ness che da secoli aleggia sulla zona.

Quindici nuotatori e 32 accompagnatori della ASD I Glaciali di Gazzada Schianno, in provincia di Varese, hanno realizzato un’impresa di quelle che spingono gli osservatori “ma chi te lo ha fatto fare?”.

Per chi fa sport, invece, la spinta al superamento dei propri limiti è un fatto connaturato all’essenza stessa del proprio essere. Se il filosofo romano Seneca diceva “Se sei uomo ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce”, negli anni ’90 Marvin Zuckerman, professore emerito di psicologia all’Università del Delaware, studiava la mente di coloro che praticano sport estremi definendoli “sensation seekers”, ovvero ricercatori di sensazioni forti.

E I Glaciali, perché lo fanno? Non certo per la spinta salutista che va tanto di moda, visto che, come si legge sulla loro pagina Facebook, “non credo che il nuoto faccia dimagrire: non ho mai visto un ippopotamo magro”, bensì per puro amore dello sport e della convivialità. Non è mancato nella circostanza nemmeno un tocco goliardico, ben visibile nello slogan “Enjoy your meal, Nessie!” (ovvero: “Goditi il pasto, Nessie!”), che campeggiava su magliette e merchandising legato all’evento, denominato “Loch Ness swim whisky trail”.

La traversata non è stata una gara, ma un’escursione di gruppo, portata a termine in circa un’ora, dalla partenza all’arrivo sotto il famoso Urquhart Castle. Sempre in gruppo, prima e dopo il cimento sportivo, la comitiva partita dal Varesotto si è goduta una bella gita in uno dei luoghi più affascinanti delle Highlands, tra castelli, distillerie e l’Isola di Skye.

Sono tre anni che I Glaciali ogni estate organizzano un’impresa del genere: la prima è stata nel 2015 con la nuotata di 6,5 km dal Bosforo a Istanbul e lo scorso anno si sono ripetuti con la traversata dello Stretto di Messina.

Il prossimo impegno sarà il 27 agosto a Maccagno, sempre in provincia di Varese, dove l’associazione presieduta da Marcello Almirante e la Società Nazionale di Salvamento organizzano la nuova tappa dell’Italian Open Water Tour. Si tratta dell’unico circuito di nuoto che unisce gare in acqua clorata, salata e dolce e la cui prima tappa del 2017 si è svolta alla Piscina Cozzi di Milano, lo scorso maggio.

Dopo l’appuntamento di giugno a Monate, per la prima volta l’evento tocca uno degli angoli più pittoreschi del Lago Maggiore, con il percorso da 6 Km che girerà intorno all’isola dei Castelli di Cannobio, in acque piemontesi, e quello da 2.500 metri che lambirà il confine svizzero.

C’è molta attesa per l’evento, che richiama iscrizioni anche dall’estero: c’è persino un concorrente in arrivo da Abu Dhabi, solo per mettersi alla prova con questa impresa. Chi glielo fa fare? Nessuno, è solo amore per lo sport!

lorenzo.zacchetti@affaritaliani.it