di Lorenzo Zacchetti
Si chiamano “Corelli Boys Cricket & Football Club”, denominazione che ricorda le prime società nate in Italia nell’Ottocento, per iniziativa dei fondatori inglesi. In questo caso, a formarla sono ragazzi provenienti dal sud del mondo (Guinea, Mali, Nigeria, Senegal, Gambia, Togo…), che nel tentativo di raggiungere una vita migliore si sono ritrovati a Milano, ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di via Corelli.
Al CAS ci sono oltre 500 richiedenti asilo, la cui integrazione nella società rappresenta un tema particolarmente delicato. Non a caso, la questione-migranti riveste un’importanza centrale nel dibattito politico, sia in città che a livello nazionale.
Lo sport su questo può fare molto e l’associazione NoWalls, formata dai volontari che insegnano nelle scuole di italiano per migranti, ha scelto di utilizzare il calcio come una sorta di esperanto che possa mettere i ragazzi di via Corelli in relazione prima tra di loro e poi con il territorio. Grazie all’impegno di un allenatore e di tanti volontari, i Corelli Boys hanno iniziato ad allenarsi al parco Forlanini (a poca distanza dal CAS) e a partecipare a vari tornei amatoriali e amichevoli organizzati da realtà o da associazioni amiche.
Uno di questi tornei l’hanno anche vinto, ma per dare continuità al progetto bisogna che la squadra possa iscriversi a un vero e proprio campionato UISP, entrando a tutti gli effetti nel sistema del calcio dilettantistico milanese, un vero e proprio tesoro sociale che meriterebbe maggiore considerazione da parte delle istituzioni.
Per arrivare a questo obiettivo, però, ci sono dei costi da sostenere: tesseramenti, visite mediche agonistiche, materiale sportivo, affito del campo, trasferte… Pertanto NoWalls ha scelto di proporre la sfida dei Corelli Boys sulla piattaforma di fund-raising Musicraiser. Cliccando su QUESTO LINK, si possono scoprire i dettagli del progetto e sostenerlo con donazioni di vario importo.
Con l’aiuto dei supporter, l’associazione NoWalls intende consolidare le attività della scuola di italiano del CAS, ma soprattutto sviluppare la parte sportiva sia attraverso il calcio, sia attraverso nuovi progetti come il cricket (sport nazionale per i molti afghani, pakistani, bangladesi e iracheni ospiti di via Corelli).
Ulteriore obiettivo di sviluppo del progetto è il suo allargamento alle donne, secondo un modello di sport sociale che ha visto i migranti partecipare anche alla ultima Milano Marathon, con il supporto di un allenatore speciale come l’olimpionico azzurro Danilo Goffi.
Il progetto Corelli Boys C&FC ha scelto di presentarsi alla città in un incontro organizzato martedì 19 settembre, dalle 18.30, alla Santeria di via Paladini 8.
In effetti, guardare negli occhi questi ragazzi e sentirli parlare è il modo migliore per riconoscersi nel loro desiderio di una vita normale, inserita in una società nella quale lo sport rappresenta uno dei pochi linguaggi comuni in grado di abbattere le differenze sociali, etniche e religiose.




