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Da Provincia a Città Metropolitana sul web: Pisapia non c’è, Podestà sì

Da Provincia a Città Metropolitana sul web: Pisapia non c’è, Podestà sì
renzi pisapia
Cambia il sito internet della Provincia, che diventa cittametropolitana.mi.it. Ma di Pisapia non c’è traccia, mentre il presidente rimane Podestà… IL CASO DI AFFARI

Parlare di restyling è un po’ azzardato, ma di certo si può dire che in Provincia di Milano qualcosa è cambiato. Prima di tutto perché c’è stata l’ultima giunta, qualche giorno fa. E fin qui, si potrebbe dire, nulla che davvero interessi ai cittadini, che di decisioni burocratiche poco si intendono. Un po’ più evidente, invece, è il cambio del sito internet della Provincia di Milano. Che si dimostra definitivamente morta. Digitando infatti www.provincia.milano.it, si viene automaticamente reindirizzati su cittametropolitana.mi.it. Ad annunciarlo era stato un comunicato stampa: “Il sito internet è da tempo il principale strumento di comunicazione dell’Ente e registra oltre 7 milioni di visite all’anno. Si rivolge ai comuni, le imprese ed i cittadini del territorio non solo per distribuire informazioni, ma anche per l’erogazione dei servizi online, sempre più diffusi e utilizzati.”. Cambia l’intestazione: non più, appunto, Provincia di Milano, ma “città metropolitana di Milano”. A dirla tutta, purtroppo, i cambiamenti finiscono qui. C’è ovviamente l’apertura sul nuovo statuto, ma per il resto, è il vecchio sito della Provincia. Addirittura non c’è il sindaco metropolitano (che poi è Giuliano Pisapia), ma resta “in sella” Guido Podestà, il presidente. Idem per la giunta, ancora l’ultima nominata dall’ex coordinatore lombardo di Forza Italia (tutti hanno prestato la loro opera gratuitamente). Il nuovo ente pare un grande cantiere. E fin qui, nessun problema. Anche se in giro per la Provincia, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, ci si interroga, ad esempio, sul destino di Afol. Dove finirà l’Agenzia Formazione Orientamento Lavoro, che tante traversie ha avuto negli ultimi anni? Chi la gestirà? E’ in capo alla Regione oppure allo Stato? Vista la crisi e la disoccupazione, pare proprio una delle domande alle quali dare – prioritariamente – una risposta.