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Moretti vuole l’ad Trenord (come anticipato). E’ partita a tre. Inside

Che Moretti, gran capo delle Fs, voglia il controllo di Trenord è cosa certa che non teme smentite. Per questo vuole l’ad. Un posto per il quale restano in lizza in tre: Annarita Polacchini, Renato Mazzoncini e Giuseppe Bonomi… INSIDE

di Fabio Massa

Che si sarebbe occupato di infrastrutture e trasporti Roberto Maroni l’aveva detto fin dall’inizio del suo mandato. Strade, autostrade, aeroporti, treni. Ogni partita la gioca in prima persona. Anche se poi su alcune vicende (come quella di Sea), come anticipato da Affaritaliani.it, deve per forza confrontarsi con altri player, come quel Vito Gamberale che con F2i è di fatto azionista “pesante” con il 44 per cento. Che l’affare Sea, peraltro, possa andare in porto, è tutto da vedere. E’ da vedere, ad esempio se Gamberale rimarrà in F2i ancora a lungo, e come andranno le inchieste giudiziarie che lo riguardano. Insomma, ci sono molte incertezze. Anche se per l’ennesima volta (come fu per la fusione mai avvenuta di Trenord con Atm) l’accordo tra Maroni e Pisapia pare essere vicino.

Intanto, mentre l’affare Sea procede navigando a vista, la confusione in campo ferroviario pare essere massima. Confusione che non riguarda la gestione della società, che marcia come al solito, giorno dopo giorno. La confusione riguarda infatti le decisioni politiche sui vertici. Che Moretti abbia scritto a Maroni, malgrado smentite, è cosa certa: in una lettera il numero uno delle Fs chiede senza mezzi termini la carica di amministratore delegato di Trenord, oggi di nomina regionale. Di fatto, visto che l’ad è l’asse sul quale si regge il trasporto pubblico locale, se non ci fossero contrappesi nella ridefinizione dei patti parasociali, questo vorrebbe significare la fine del progetto di trasporto pubblico regionale. Quindi, addio federalismo ferroviario. E’ per questo motivo che nella trattativa gli sherpa stanno individuando contrappesi a un eventuale cambio di amministratore delegato in quota Fs: alcuni ipotizzano che Moretti possa cedere la carica di direttore di esercizio di FNM. Ovviamente, malgrado tutte le trattative possibili, la portata del cambiamento sarebbe comunque storica.

Già si fanno i nomi. Nella rosa ristretta ci sarebbe sicuramente una donna, Annarita Polacchini. Al vertice di ASF Autolinee, gestisce un’impresa pubblico-privata da 500 persone che di fatto è il punto di riferimento nei trasporti del comasco. Secondo rumors di corridoio avrebbe dovuto incontrare giovedì scorso Maroni, appuntamento poi saltato. Mauro Moretti punterebbe tutto invece su Renato Mazzoncini, attuale amministratore delegato di BusItalia, società del Gruppo Ferrovie dello Stato. Il terzo nome è quello di Giuseppe Bonomi, ex numero uno di Sea. Manager leghista, sarebbe stato il protagonista di una operazione di fusione con Atm che ormai pare sfumata. E malgrado abbia sciolto la riserva, non è detto che ce la faccia nell’ultimo miglio verso Trenord.

@FabioAMassa