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Milano

All'indomani delle elezioni politiche e regionali ciascuno attiva la sua riflessione sull'analisi del voto, all'indomani del primo turno delle amministrative 2013 la Lombardia manda un segnale ben preciso a tutti, all'indomani della tornata elettorale primaverile possiamo trarre primi bilanci, ammettere che l'analisi del voto più azzeccata dopo le regionali è di Barbara Pollastrini: ex ministro del PD, riformista in senso pieno del termine, mai politicista e sempre attenta alle dinamiche reali del Paese.

La riflessione della donna a capo del PCI milanese punta sulla differenza tra aree urbane, area pedemontana e bassa Lombardia. Racconta le periferie, non cede alla retorica maroniana e mette al centro il lavoro. Ancora una volta come Bossi.
Certamente in elezioni amministrative ogni comune rappresenta un voto a sé ma è pur vero che elezioni temporalmente ravvicinate e a tutti i livelli tratteggiano uno scenario che parla già del futuro.
Andiamo con ordine.
 

lega bossi

Partiamo dalla Lega: è la rivincita degli amministratori bossiani. Sia chiaro con questo chi scrive intende coloro che meglio uniscono oggi in Lega la capacità di visione politica del vecchio giovane Capo unita alla capacità amministrativa di chi Bossi aveva già scelto 12 anni fa cominciando un percorso per la loro valorizzazione lento, inesorabile e per nulla concluso. E' quello sguardo in avanti che Bossi e la Lega Lombarda hanno sempre avuto e che oggi (non domani, non dopodomani e non tra un anno) è la vera sfida che attende la Lega Nord pena l'essere residuali già in un futuro immediato.

Era già arrivato un segnale forte in tal senso dagli amministratori leghisti alla recente assise convocata a Milano: " basta con gli ufo a cui la gente non crede più, sì ad una scelta politica, programmatica e organizzativa chiara, di prospettiva. Le liste civiche scevre da un progetto politico condiviso sono una rondine che non fa primavera. Il Governatore Maroni lo deve sapere" e anche Matteo Bianchi, segretario provinciale a Varese aggiunge chi scrive.
Vincono Ettore Fusco ad Opera, vince Lazzate, vince Alberto Torazzi a Trescore (Crema), perde la Valcamonica.

Passiamo a Scelta Civica e all'Udc: non bastano le intuizioni, serve il coraggio, la tenacia,la costanza e la capacità organizzativa di perseguirle. E' l'errore commesso con il generoso Gabriele Albertini, è l'errore (riparabile) commesso a Brescia, è l'errore vistosissimo di tutte le sue componenti divise a Cinisello Balsamo. Discendere le decisioni da Roma serve perché produce il giusto distacco ma poi occorre tempestività e passo veloce. Per comprendere quale peso politico reale avrà Scelta Civica occorre aspettare che l'Udc di Casini scelga che cosa vuol fare da grande: né carne né pesce non paga va ripetendo da tempo Buttiglione, il filosofo. Primo vero banco di prova la scelta dei gruppi dirigenti regionali.

E' il PDL con Berlusconi che nonostante l'esito elettorale complessivo pare mantenere lo sguardo in avanti più acuto: sottovalutare il ricambio di classe dirigente in atto nel Popolo delle Libertà sarebbe un errore. Lara Comi, Alain Rizzi, Fabrizio Sala sono solo alcuni esempi ma non possono bastare a chi nel 1994 ha saputo leggere il Paese in anticipo e creare la miglior sintesi tra squadra, consenso, finalizzatore. Certo oggi non è più il tempo di Forza Italia, è il tempo di un progetto originale quanto al merito, orizzontale nei riferimenti sociali, senza pregiudizi sulle alleanze avvenire.

PD, SEL e ALTRI godono di una capacità organizzativa migliore degli altri e in una fase di astensionismo elevate sul territorio fanno passi avanti. Tuttavia ancora si privilegia la squadra a strategia politica e finalizzatori. Nonostante la rinnovata capacità comunicativa del Sindaco Giuliano Pisapia, qualche buona intuizione di Daniele Marantelli a Varese e il trasformismo di Enrico Marcora, resta debole il profilo programmatico su sviluppo, qualità della pubblica amministrazione e riscatto sociale. Resta debole a Brescia, a Cinisello Balsamo, a Sondrio indipendentemente dagli esiti finali.

FRATELLI D'ITALIA in molti comuni rappresenta la proposta programmatica maggiormente innovativa: i commercianti che scelgono il movimento della brava e pragmatica Giorgia Meloni riescono nell'operazione di coniugare interesse di categoria e visione di governo comune. Sarà un caso ma è quello che bene sta facendo e non da oggi Carlo Sangalli a Milano.Il tema delle alleanze si porrà ai ballottaggi e in futuro: inutile nasconderselo.

MOVIMENTO5STELLE i cittadini non sono ipocriti, non sono moralisti fine a se stessi, non sono mai alla finestra, anche quando non votano o si astengono. Danno fiducia a chi nei fatti, con pragmatismo e senza pre-concetti dimostra di saper costruire una proposta credibile per migliorare le condizioni di vita nel medio periodo. In poco tempo il M5Stelle ha saputo puntare a Milano come altrove su personalità intelligenti … che le stesse diventino un modello è tutto da vedere.

Che cosa ci riservi il futuro politico certo nessuno lo può prevedere ma l'astensionismo lombardo ha una chiara matrice: volte fare politica? Non abdicate al vostro ruolo e fatela perché vi paghiamo per questo! Quindi ufo, continui cedimenti alla democrazia popolare fine a se stessa (referendum, primarie, partecipazione che diventa la parte per il tutto) teneteveli…
Dateci per le nostre vite lavoro, cooperazione e libertà di scelta.

Di Silvia Davite

Tags:
amministrativelombardia







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