I carabinieri di Varese hanno catturato Daniele Cutrì, 23 anni, fratello di Domenico, l’ergastolano evaso lunedì scorso davanti al tribunale di Gallarate dopo un conflitto a fuoco durante il quale era stato ferito un altro fratello, Antonino, poi morto in ospedale. Gli investigatori sono impegnati a identificare un certo Franco, che avrebbe partecipato all’azione che ha portato anche al ferimento di due agenti di polizia penitenziaria.
Franco sarebbe il settimo componente del gruppo di fuoco (quattro sono già stati fermati) ed è in fuga come l’evaso Domenico e la compagna di Antonino Cutrì, Carlotta Di Lauro, che avrebbe fornito un apporto logistico alla banda ed è introvabile con il figlio di cinque anni. Sabato davanti al gip Patrizia Nobile, a Busto Arsizio, si terrà l’udienza di convalida per i quattro fermati accusati di aver fatto parte del gruppo di fuoco: le accuse a loro carico sono di procurata evasione, detenzione e porto d’armi da guerra comuni e illegali. Tre di loro sono stati fermati a Cellio, nel Vercellese, e il quarto a Napoli.
E da una prima ricognizione esterna del corpo di Antonino Cutrì, in attesa dell’autopsia prevista nei prossimi giorni, è risultato che non è stato un colpo d’arma da fuoco sparato alle spalle a provocare il decesso. L’uomo era stato portato all’ospedale di Magenta dalla madre ed era morto un paio d’ore dopo il ricovero. La madre dei Cutrì, Maria Antonietta Lantone, aveva raccontato che nel pomeriggio di lunedì uno sconosciuto aveva suonato al citofono, avvertendola che il figlio stava male. Con lo sconosciuto, su un’auto risultata poi rubata, aveva portato Antonino in ospedale.
