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Derivati, no a nuove consulenze. “Le prove sono sufficienti”

Il pg Piero De Petris si e’ opposto alla richiesta delle difese di svolgere una nuova consulenza nel processo d’appello, che si e’ aperto oggi, sui derivati stipulati da quattro banche. Nei loro motivi d’appello i legali di Jp Morgan, Depfa Bank, Ubs e Deutsche Bank avevano chiesto una nuova perizia, tuttavia, secondo il rappresentante della pubblica accusa, “ci sono gia’ sufficienti elementi di valutazione e il compito della Corte e’ integrare, rivalutare, correggere, se lo riterra’, ma i dati probatori immessi nel procedimento sono sufficienti”.

In primo grado, anche sulla base di una perizia d’ufficio durata oltre 2 anni, il giudice Oscar Magi aveva stabilito la confisca di 88 milioni di euro alle banche, oltre alla sanzione pecuniaria di un 1 milione di euro ciascuna. Gli istituti sono accusati di avere violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilita’ amministrativa degli enti. Il pg oggi ha chiesto ai giudici inoltre di respingere tutte le eccezioni di nullita’ presentate dalla difese, anche quelle su irregolarita’ e genericita’ del capo d’imputazione, pur ammettendo che questo e’ “estremamente complesso e ha una struttura non estremamente chiara in alcuni tratti”. Nella prossima udienza del 4 febbraio, il pg concludera’ la sua discussione, mentre il 6 e l’11 dello stesso mese sara’ dato spazio alle difese, anche quelle dei 9 manager ed ex manager, condannati dai sei agli otto mesi di carcere (pena sospesa).