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Milano

di Fabio Massa

Se ci fosse un po' di dignità, nei milanesi e nei politici che li rappresentano, su certe questioni bisognerebbe chiudersi in un imbarazzato silenzio e bisognerebbe - come la tradizione che vige sotto la Madonnina insegna - rimboccarsi le maniche per rimediare agli errori fatti. Sul Corriere di oggi, a firma di Maurizio Giannattasio, c'è un articolo il cui contenuto dovrebbe far accapponare la pelle. In pratica si racconta di come, nella farsa sulla restituzione dell'Imu, anche recentemente l'assessore al Bilancio Francesca Balzani "era volata a Roma e dopo un incontro con due viceministri e un sottosegretario era tornata con ampie rassicurazioni da parte del governo". Che si sono dimostrate però solo favole, visto che alla fine le rassicurazioni - per colpa anche dell'Anci - sono finite in nulla. E il pagamento dell'Imu anche nell'anno della sua abolizione, sembra ormai ineluttabile (salvo colpi di scena della notte). Quindi, ancora una volta, Milano presa in giro.

Non è la prima volta. Il 10 ottobre 2006 il sindaco di Milano commenta l'intesa raggiunta tra enti locali e governo sulla manovra: "Roma da questa manovra ha avuto 610 milioni di euro di incrementi. Milano deve fare i conti con decrementi di duecento milioni". Il primo cittadino era Letizia Moratti, il premier era Romano Prodi e il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa. "È del tutto evidente che il Governo Berlusconi non stia offrendo, al di là delle assicurazioni imbarazzate del sindaco, il sostegno di cui Milano ha bisogno. Se i tagli del Governo venissero confermati ci troveremmo di fronte a un' azione che penalizza Milano e che cancella mesi e mesi di propaganda del centrodestra". Chi lo dichiara? Il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, oggi assessore al Welfare. Era il 17 giugno 2008, premier era Berlusconi. Del 20 ottobre 2010 è un titolo di Repubblica: "Moratti guida i sindaci 'No ai tagli del governo'".

Sempre la Moratti, da un'intervista al Sole 24 ore del 17 aprile 2011, spiega: "La capacità di spesa di Palazzo Marino si è ridotta, in questi miei cinque anni, di 783 milioni di euro. Abbiamo ristrutturato la spesa. L'anno scorso gli assessorati hanno subito tagli per 20 milioni di euro". Dopo pochi mesi Giuliano Pisapia vince le elezioni. Il 21 novembre 2012 spiega: "E' un ultimatum al governo", riferendosi alla mobilitazione in corso a Milano dell'Anci contro i tagli agli enti locali.

Poi, poco tempo fa, riferendosi proprio dell'ultimo pasticcio suell'Imu, Pisapia spiega: "Noi abbiamo avuto la rassicurazione del governo e dei ministri competenti che sarebbe stata data ai Comuni l'Imu che hanno approvato nei loro bilanci: se così non fosse, come Comune dovremmo sfiduciare noi il governo: ma per ora abbiamo ancora fiducia". Ci vuole un bel coraggio, come si può evincere dalla parzialissima rassegna stampa degli ultimi sette anni (solo perché non si vuole andare più lontani nel tempo), ad avere ancora fiducia. Che verrà ancora una volta tradita, stando all'articolo di cui sopra. E adesso, che si fa? Come lo si sfiducia il Governo? Con un altro ultimatum (o penultimatum)?

@FabioAMassa

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