di Fabio Massa
Angelo Paris è tra gli arrestati dell’ultima inchiesta sugli appalti truccati di Expo. L’origine delle indagini è da ricercarsi nel caso che ha portato agli arresti domiciliari per l’ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, mentre la commissione di “saggi”, chiamati a giudicare gli idonei proprio per la successione di Rognoni, escludeva l’ex ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro e l’ex direttore generale di Pedemontana Umberto Regalia, riteneva idoneo proprio Angelo Paris. Con tanto di nota a margine, stando al documento visionato in esclusiva da Affaritaliani.it, decisamente lusinghiera: “Vasta esperienza di coordinamento e realizzazione di rilevanti programmi di opere civili”.
Nello stesso documento ci sono tutti gli altri idonei. Dall’ex dg del Comune di Milano Antonio Acerbo, che prese il posto di Giuseppe Sala e che adesso lo affianca in Expo a Maurizio Alessandro, direttore generale di Sviluppo Fiera Milano. Poi c’è Alberto Artioli, soprintendente ai Beni Culturali, Francesca Borgato (direttore generale dell’Aler di Varese), Vittorio Cerra (già direttore generale settore immobiliare di Montedison). E ancora: Luciano Ciapponi, direttore generale esecuzione opere di Impregilo, Camilla De Micheli, dirigente dell’Agenzia mobilità del Comune dal 2001, Francesco Falbo, direttore della Dia (la stessa che ha decapitato Infrastrutture). Altri nomi noti sono quelli di Renato Garbarini (direttore appalti di Sea fino al 2009), Luigi Mille (dirigente di Regione Lombardia), Maurizio Monteverdi (manager di Pirelli Real Estate), Adriano Musitelli (ex dg del Comune di Bergamo), Davide Vaggi (consulente per Impregilo e la coop rossa CMB).
@FabioAMassa
