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Milano
Esportazioni, la Lombardia tiene ma è "battuta" dal NordEst

"Sostanziale stabilità delle esportazioni regionali (+0,0% in valore) già registrata nel corso dello scorso anno, un dato che evidenzia un gap sia rispetto alle regioni maggiormente dinamiche del Nord Est (+4,5%), sia rispetto alla media nazionale (+1,5%). Il dato è la sintesi di due andamenti opposti rispetto ai principali mercati di destinazione delle merci lombarde: crescono i flussi verso i paesi dell'Unione Europea (+3,2%), in particolare Regno Unito, Polonia e Germania, mentre si contraggono le esportazioni destinate ai paesi al di fuori dell'Unione (-3,7%), soprattutto paesi europei extra-UE (Svizzera in primis, ma anche Russia) e Medio Oriente (Emirati Arabi Uniti, Iran)". E' quanto emerge dal focus su Commercio Estero al I trimestre 2014 pubblicato da Unioncamere Lombardia.

"I prodotti che registrano l'incremento più significativo - secondo l'analisi - sono quelli tessili e in pelle (+5,2%) e gli altri prodotti manifatturieri (+3,5%), che per il 50% sono mobili, per il 18% strumenti e forniture mediche e per il 16% articoli di gioiellerie e bigiotteria, mentre il calo riguarda soprattutto gli articoli farmaceutici (-5,0%), che invertono coså la tendenza positiva registrata nel 2013, i metalli di base e prodotti in metallo (-1,5%), da tempo in contrazione, e i mezzi di trasporto (-1,3%). Analizzando congiuntamente la tipologia di prodotti con il paese di destinazione, si evidenzia come il sostegno principale all'export lombardo provenga dalle maggiori esportazioni di computer, apparecchi elettrici, elettronici e ottici verso il Regno Unito e di macchinari e apparecchi verso la Germania, mentre a frenare le esportazioni sono soprattutto i minori flussi di metalli di base, in particolare minerali preziosi, verso la Svizzera.

Bergamo (+6,1%) e Brescia (+5,7%) sono le province che spingono maggiormente l'export regionale, la dinamica complessiva risente però della sensibile flessione di Milano (-4,8%), che non accenna ad invertire la tendenza negativa dello scorso anno.

Sul fronte delle importazioni prosegue il calo già evidenziato negli ultimi due anni e mezzo, con una diminuzione del valore delle merci in entrata del 4,7% rispetto al primo trimestre del 2013. Il dato conferma la debolezza della domanda interna, ma sconta pure gli effetti di un calo eccezionale dei prodotti energetici importati, dovuto anche a cause esogene. Il risultato è un considerevole calo su base annua del deficit commerciale, che passa da 2,4 miliardi a 1 miliardo, soprattutto grazie al dimezzamento del saldo negativo relativo ai prodotti energetici".

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