Con l’arrivo dell’estate aumentano le esposizioni solari e, con esse, i rischi per la salute della pelle. Giovanni Cascone, dermatologo specializzato dell’Istituto Dermatologico Europeo di Milano — centro di riferimento per la diagnosi e la cura delle patologie cutanee — invita a non sottovalutare l’importanza dei controlli dermatologici periodici. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 14.000 nuovi casi di melanoma: un numero in crescita, ma che può essere affrontato con successo se il tumore viene individuato in tempo.
Nei e melanomi: qual è la differenza?
Il nevo, comunemente chiamato neo, è una lesione benigna della pelle formata da cellule pigmentate dette melanociti. La maggior parte dei nei è del tutto innocua e non richiede alcun trattamento. Il problema sorge quando queste cellule subiscono mutazioni e iniziano a proliferare in modo incontrollato: è lì che nasce il melanoma.
“Il melanoma è il tumore maligno della pelle più pericoloso, non per la sua frequenza ma per la capacità di dare metastasi se non individuato precocemente — spiega il dott. Cascone — La buona notizia è che si sviluppa sulla superficie cutanea ed è quindi visibile. Sapere cosa osservare fa una differenza enorme. Se diagnosticato in stadio iniziale, il melanoma ha una prognosi eccellente. Se invece viene trascurato e raggiunge gli stadi avanzati, la prognosi peggiora drasticamente. È per questo che la prevenzione non è un optional, ma una priorità medica”.
La regola ABCDE: come riconoscere i segnali d’allarme
I dermatologi insegnano ai pazienti a osservare i propri nei attraverso la cosiddetta regola ABCDE, uno strumento semplice che elenca cinque criteri di sospetto da tenere sotto controllo.
A come Asimmetria: le due metà del neo non si corrispondono. B come Bordi: i contorni sono irregolari, frastagliati o mal definiti. C come Colore: sono presenti più tonalità all’interno dello stesso neo. D come Dimensioni: il diametro supera i 6 millimetri. E come Evoluzione: il neo cambia nel tempo, in forma, colore o dimensione.
“Il criterio E – aggiunge Cascone – è probabilmente il più importante e il più sottovalutato. Un neo che cambia, anche lentamente, va sempre valutato da un medico. Non è necessario che siano presenti tutti e cinque i segnali: uno solo è già sufficiente per richiedere una visita.”
Lo screening dermatologico: come funziona
La visita di screening, detta anche mappatura dei nei o dermoscopia, è un esame semplice, indolore e non invasivo che si esegue in pochi minuti. Il dermatologo esamina sistematicamente la superficie cutanea con il dermatoscopio, uno strumento ottico che consente di osservare le caratteristiche dei nei con una risoluzione impossibile a occhio nudo.
Nei centri attrezzati come ad esempio l’IDE di Milano è disponibile anche il videodermatoscopio digitale, che permette di fotografare e archiviare le immagini dei nei nel tempo, confrontandole anno dopo anno per rilevare qualsiasi minima variazione. Questo approccio è particolarmente indicato per i pazienti con molti nei, con una storia familiare di melanoma o con fototipi a rischio.
“Diagnosticato in fase iniziale – ribadisce Cascone – il melanoma ha una prognosi eccellente. È per questo che lo screening annuale non è un lusso, ma una necessità. Lo screening è raccomandato a tutti gli adulti, ma in particolare a chi ha molti nei, pelle chiara, precedenti scottature solari importanti, familiari con melanoma o trascorre molto tempo all’aperto. Per la popolazione generale, gli esperti consigliano almeno una visita dermatologica l’anno, preferibilmente prima dell’estate”.
I fototipi: non tutte le pelli sono uguali
Il rischio individuale dipende anche dal fototipo, ovvero dalla risposta naturale della pelle all’esposizione solare. I fototipi più chiari — chi si scotta facilmente e si abbronza con difficoltà — sono significativamente più vulnerabili allo sviluppo del melanoma. I fototipi scuri offrono una protezione maggiore, ma non assoluta: anche la pelle molto pigmentata può sviluppare un tumore cutaneo, spesso in zone meno esposte al sole e quindi diagnosticato più tardi.
Protezione solare: le raccomandazioni degli esperti
Accanto allo screening, la prevenzione primaria resta la strategia più efficace. I dermatologi IDE ricordano alcune regole fondamentali: evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 16; utilizzare sempre una crema solare con SPF adeguato al proprio fototipo, mai inferiore a 30 per gli adulti e a 50 per bambini e fototipi chiari; riapplicarla ogni due ore o dopo il bagno; proteggere con indumenti, cappello e occhiali le zone più esposte.
“I danni da UV sono cumulativi — conclude il dottore — Ogni scottatura, anche in età pediatrica, aumenta il rischio nella vita adulta. Investire nella prevenzione sin da piccoli è la scelta più intelligente che possiamo fare per la nostra salute.”

