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Milano
Expo, il ministro Martina: "L'Albero della vita? Non so se si farà, prendano una decisione"

di Fabio Massa

Il tempo ormai manca. E la rottura, figlia di una lite lunga nel tempo, tra Diana Bracco, responsabile di Padiglione Italia e Giuseppe Sala, commissario di Expo, è ormai conclamata. Il motivo del contendere è l'Albero della Vita, il simbolo dell'Italia all'interno delle esposizioni, una struttura alta 30 metri dal grandissimo impatto scenico. E dal grande costo, e dai grandi tempi di realizzazione. E questi tempi, secondo Sala, non ci sono affatto. Quindi, lo stop del commissario. Ma Diana Bracco vuole andare avanti, e rimanda la decisione sull'Albero della Vita al 20 novembre. Un'altra settimana di attesa. Adesso, sulla vicenda, interviene il ministro con delega su Expo Maurizio Martina, che nei giorni scorsi ha lanciato la "Carta di Milano", promossa dal governo "come atto conclusivo di tutti i percorsi che si svilupperanno prima e durante Expo". Ora, interpellato da Affaritaliani.it Martina è stringato ma assolutamente deciso: "Se si farà l'Albero della Vita? Non posso dire né sì né no. Stanno studiando la questione e non voglio aggiungere il mio commento a questa vicenda". La conclusione è drastica: "Hanno in mano tutto loro, e adesso sarà anche ora di stringere". Stringere. Chiudere. Dare risposte definitive. Perché Expo, insieme a Milano, con le piogge di questi giorni, pare vivere una continua situazione di apnea. Al punto che Napolitano, ieri a Roma, ha voluto ribadirlo: "Dobbiamo farcela tutti insieme". Come dire, basta litigare. Un appello, che fin dai tempi di Stanca e Bracco e Glisenti e Moratti etc etc pare essere un eterno auspicio costantemente frustrato.

@FabioAMassa

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