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Expo: Acerbo si dimette, ma resta a Padiglione Italia. Pisapia a Palazzo Chigi

Il commissario unico Sala ha parlato di una decisione “più di convenienza che d’obbligo”. Acerbo resterà a Padiglione Italia. Intanto il sindaco di Milano partecipa a un tavolo tecnico presieduto da Delrio

Antonio Acerbo, indagato in relazione al progetto Vie d’acqua, si è dimesso dall’incarico di commissario delegato di Expo su richiesta di Giuseppe Sala, commissario unico dell’Esposizione del 2015. Resta però in carica come responsabile unico per il Padiglione Italia. Lo ha annunciato lo stesso Sala al termine di un incontro con il manager indagato, il commissario del Padiglione Italia, Diana Bracco e il presidente dell’autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, spiegando che si tratta di una decisione “più di convenienza che d’obbligo”. All’incontro in via Rovello, sede di Expo spa, in centro a Milano, Acerbo è arrivato per primo. E ai cronisti che lo attendevano ha opposto un secco “no comment”.

Ad Acerbo la Procura di Milano ha contestato i reati di corruzione e turbativa d’asta in quanto – questa è l’ipotesi dei pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio – avrebbe ricevuto dall’imprenditore Enrico Maltauro utilità economiche per pilotare la gara ‘Progetto via delle acque’. Maltauro è l’imprenditore già coinvolto in un altro filone d’inchiesta, quello sulla cosiddetta ‘cupola degli appalti’ – vicenda ormai vicina al giudizio – che oltre al capo dell’azienda vicentina ha portato in carcere anche l’ex parlamentare dc Gianstefano Frigerio, l’ex funzionario pci Primo Greganti, l’ex senatore pdl Luigi Grillo, l’ex esponente ligure udc-ndc Sergio Cattozzo e Angelo Paris, ormai ex manager di Expo.
 
Il vertice si è prolungato per un paio d’ore. Al termine è stato Sala a comunicare il provvedimento e a spiegare di ritenere che “ricevere un avviso di garanzia non è sufficiente per essere obbligati a fare un passo indietro”. Ma ha aggiunto di aver fatto questa valutazione “per far sì che Acerbo, nella sua attività, non venga più a contatto, neanche marginalmente, con le Vie d’acqua”.

A chi gli chiedeva se sussista ancora il rapporto di fiducia con il manager sotto inchiesta, Sala ha risposto: “Ho visto Acerbo, conosco la sua versione e so di un avviso di garanzia del quale non conosco il contenuto. Il mio rapporto di fiducia non è caduto, quindi, non sapendo di cosa si tratti”. Ma ha poi chiarito: “E’ del tutto evidente che se Acerbo ricevesse provvedimenti cautelari, sarei obbligato a chiedergli di fare un passo indietro”. A chi gli faceva notare che esistono intercettazioni nelle quali Maltauro, dichiara di avere una particolare conoscenza di Acerbo, Sala ha risposto secco: “Non posso cacciare via una persona solo perchè qualcuno dice di essere suo amico”. E sul suo destino: “Sono talmente sereno che la mia scomoda sedia è a disposizione in qualunque momento. Qualora gli azionisti lo decidessero posso sparire in un minuto, finchè mi chiedono di andare avanti, però, io il mio dovere lo faccio”.

PISAPIA A PALAZZO CHIGI – Il sindaco di Milano, stando a quanto si apprende, partecipa a un tavolo tecnico presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, e al quale e’ presente anche il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, con i tecnici della ragioneria e del Mef.