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Milano
Expo: le infiltrazioni hanno fruttato alla 'ndrangheta cento milioni di euro

I magistrati della Direzione nazionale antimafia hanno messo nero su bianco nella relazione annuale sui clan nel nostro Paese i numeri ed i  volumi del giro di affari della 'ndrangheta negli appalti e subappalti di Expo. E si tratta di una cifra da capogiro: cento milioni di euro.

"Alla data del 3 dicembre 2014 la Prefettura di Milano ha emesso 46 interdittive nei confronti di imprese risultate affidatarie di contratti e subcontratti riguardanti o connessi all’Expo - si legge a pagina 310 della Relazione annuale della Dna - per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro". Le aziende sono state quindi tutte escluse. Ma c'è un altro dato che fa riflettere: solo undici delle ditte «estromesse» dagli appalti provengono dal Sud. «Le restanti 35 imprese fino ad ora interdette hanno tutte sede legale nell’Italia settentrionale». Di queste, venti in Lombardia,a conferma della capacità delle cosche calabresi di inserirsi e radicarsi nel tessuto economico di aree diverse da quelle di origine. La maggior parte delle imprese incriminate riguarda i lavori per le "infrastrutture stradali", per via della maggiore difficoltà che le forze dell’ordine incontrano nell’eseguire i controlli su cantieri che si estendono per lunghissimi tratti e pertanto non circoscrivibili.

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