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Expo, l’allarme dei sindacati per i “contratti selvaggi”

Expo, l’allarme dei sindacati per i “contratti selvaggi”
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Expo: Cgil, Cisl e Uil fanno scattare l’allarme per il rischio di reclutamenti “selvaggi” di lavoratori, con stipule di contratti che potrebbero portare a situazioni di irregolarità e conflittualità. Un timore che riguarda soprattutto le condizioni imposte da Paesi ospiti nelle loro strutture

Expo: Cgil, Cisl e Uil fanno scattare l’allarme per il rischio di reclutamenti “selvaggi” di lavoratori, con stipule di contratti che potrebbero portare a situazioni di irregolarità e conflittualità. Un timore che riguarda soprattutto le condizioni imposte da Paesi ospiti nelle loro strutture. “Bisogna evitare comportamenti che tendano a introdurre forme concorrenziali basate su un dumping contrattuale”, spiegano le sigle. Anche il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, tempo fa aveva segnalato le difficoltà nell’agire in aree disciplinate dagli accordi stipulati in precedenza col Bie per Expo. Oltre agli appalti, oggi il timore è che chi gestisce gli spazi dei Paesi ospiti possa offrire a chi lavora contratti al ribasso. La società Expo ha inviato ai commissari generali dei Paesi una lettera, nel tentativo di omologare i contratti di lavoro a quelli già definiti con le organizzazioni sindacali. “Vi raccomandiamo di valutare attentamente le quotazioni economiche che vi sono pervenute o perverranno, assicurandovi che la regolarità contrattuale – anche forme in astratto regolari che però possono non essere applicabili a specifici mestieri – sia rispettata al massimo e che la sicurezza sul lavoro sia sempre una priorità”, scrive la società che organizza l’evento.

Attenzione a quello che si firma, dunque, perchè proposte troppo allettanti e vantaggiose dal punto di vista economico potrebbero nascondere delle “sorprese” per i lavoratori. Società e sindacati hanno un loro regolamento a tutela dei dipendenti assunti direttamente da Expo ma tali regole non sono state rese obbligatorie per i Paesi ospiti. E’ Manpower ad aver vinto l’appalto di reclutamento e ad aver avviato le selezioni per i posti.Ma a preoccupare Stefano Gatti, direttore della divisione partecipanti Expo, sono le offerte e le contrattazioni che potrebbero avere luogo al di fuori dell’ufficialità. “Expo – prosegue l’invito della società – vuole garantire che l’evento possa svolgersi nella piena legalità e sicurezza e sono sicuro che condividiate lo stesso obiettivo”. L’applicazione degli accordi sindacali “pone i partecipanti e i contractor in una posizione di garanzia rispetto ai contratti dei lavoratori. Altre regolamentazioni che non siano riconosciute a livello nazionale, sebbene possano apparire più economiche, possono nascondere irregolarità che gli organi ispettivi, ma anche gli stessi lavoratori attraverso i sindacati, potranno rilevare e di conseguenza potranno agire in giudizio o proclamare azioni di sciopero”.

E mentre i sindacati chiedono a questo punto anche una presa di posizione chiara del Governo sul tema, in un contesto di crescente allerta sul fronte dell’occupazione sabato 28 febbraio un migliaio di persone sono scese in piazza a Milano con il corteo organizzato dall’Unione sindacale di base, per manifestare contro il Jobs act e il “modello Expo che introduce il lavoro gratuito con l’accordo di Cgil, Cisl e Uil“.