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Milano
Cantone: "Expo, più grande controllo antimafia di tutti i tempi"

Per Expo "e' stato messo in campo il piu' grande controllo antimafia di tutti i tempi". Cosi' il presidente di Anac, Raffaele Cantone, ha sintetizzato il grande sforzo per mettere l'esposizione universale al riparo da corruzione e infiltrazioni della criminalita' organizzata. In occasione della presentazione del primo bilancio dell'attiva dell'Ocse sulla base del protocollo firmato con Anac lo scorso ottobre, Cantone ha fatto notare che "il numero di interdittive antimafia emesse e' superiore a tutte quelle emesse fino ad oggi da tutte le prefetture del Nord. E questo - ha chiarito - non perche' la mafia si sia concentrata su Expo, ma perche' il livello dei controlli non e' mai stato cosi' approfondito".


Il direttore affari giuridici dell'Ocse, Nicola Bonucci, aveva parlato di un sistema Milano, riferendosi ai controlli anti corruzione messi in campo per garantire legalita' agli appalti Expo, che sarebbe diventato "fonte di ispirazione"; il presidente di Anac, Raffaele Cantone, e' andato oltre parlando di "modello Milano". Dopo le inchieste giudiziare e lo svelamento degli interessi criminali nel dietro le quinte dell'Esposizione Universale, si e' fatto un balzo in avanti che lo stesso Cantone ha definito "prima inimmaginabile: Expo - ha chiarito - era diventato un modello di corruzione, ora ne stiamo creando un altro che sara' un modello da esportare".


Facendo notare che nel panorama Expo ci sia stato "un pre-Anac e un post-Anac", con l'ampio superamento di molti punti piu' critici" proprio grazie all'intervento dell'Autority, Bonucci ha, quindi, sintetizzato alcune raccomandazioni formulate a Expo sulla base del primo monitoraggio, sottolineando come, accanto all'adeguatezza dei controlli ex ante, risultino di particolare importanza "visibilita' e trasparenza" per le quali sono stati suggeriti miglioramenti al sito di Expo. "Bisogna uscire dall'ottica un po' troppo italiana - ha quindi osservato il direttore degli Affari giuridici dell'Ocse - di aggiungere regole su regole; serve quella che noi chiamiamo una 'smart regulation, ovvero una regolamentazione intelligente con controlli mirati".
 

E la disciplina speciale elaborata per Expo e riguardante il controllo delle opere connesse all'Esposizione Universale "continuera' ad applicarsi a queste opere anche se non saranno finite" nei tempi previsti, ovvero per l'apertura dell'evento. Cosi' il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha chiarito come continuera' ad esserci un controllo antimafia serrato, aggiungendo che comunque, al di la' del caso specifico di Expo, questa disciplina ha permesso di "mettere a punto un modello antimafia preventivo che fara' scuola e sara' seguito anche in futuro. Questo - ha aggiunto il prefetto di Milano - e' stato un laboratorio sperimentale". Nel dettaglio dell'attivita' relativa ad Expo, Tronca ha ricordato che ci si e' mossi su due piani: da un lato l'analisi informatica dei dati, dall'altro gli accesso in cantiere "effettuati ad ogni ora del giorno e della notte per intercettare elementi spia sui quali approfondire".

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