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Expo, Paris: “Non ci fu nessuna gara per garantire la qualità del verde”

Angelo Paris: “La fornitura delle piante per l’Expo venne assegnata senza gara anche per garantire la qualità del verde”

Expo, Paris: “Non ci fu nessuna gara per garantire la qualità del verde”
Expo, lo smantellamento dopo la chiusura dell’esposizione

Expo, Paris: “Nessuna gara per garantire la qualità del verde”

La fornitura delle piante per l’Esposizione Universale venne assegnata senza gara anche per “garantire la qualita’ del verde, che era una delle peculiarita’ principali del Masterplan di Expo 2015”. Lo ha sostenuto nelle dichiarazioni spontanee Angelo Paris, ex ‘braccio destro’ dell’allora ad Giuseppe Sala, davanti al gup di Milano Giovanna Campanile, chiamata a decidere sul rinvio a giudizio del sindaco e di altri 5 imputati nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘Piastra di Expo’. “Se fosse passato troppo tempo – ha sintetizzato fuori dall’aula il legale di Paris, l’avvocato Luca Troyer – gli alberi avrebbero fatto la fine di ‘Spelacchio’ (il ‘discusso’ albero di Natale arrivato a Roma dalla Val di Fiemme). Sala e Paris sono accusati di abuso d’ufficio perche’, nel luglio 2013, avevano affidato alla Mantovani spa l’incarico di fornire 6mila alberi, pagando all’impresa veneta 4,3 milioni. Secondo i pg, non ci sarebbe stata nessuna urgenza da parte dell’ad di Expo Giuseppe Sala e del suo ‘braccio destro’ Angelo Paris a giustificare l’affidamento diretto a questa azienda.

Nelle sue dichiarazioni spontanee, l’allora direttore generale di Expo, ha sottolineato che “nella primavera del 2013 lo stato di avanzamento dei lavori della Piastra era attorno al 3% rispetto al 16% previsto del contratto”. Un contesto, quello raffigurato da Paris e anche da Sala nelle sue memorie depositate nel corso del procedimento, in cui bisognava agire nel piu’ breve tempo possibile per arrivare pronti all’Esposizione. Per Paris occorreva “rispettare i tempi complessivi dell’intervento con ‘garanzia del risultato finale”e salvaguardando “la qualita’ del risultato finale e del materiale vegetale”. “Il 21 marzo 2013 – ha spiegato Paris – il Responsabile della fase Esecutiva di Expo 2015 mi comunico’ che vi erano rischi concreti sulle tempistiche di uscita di una gara dovuti alla necessita’ di assegnare la stessa entro il 20 giugno 2013 al fine di avviare le coltivazioni in ‘Air Pot’ (metodologia che prevede l’utilizzo di vasi con particolari caratteristiche) a partire dall’autunno 2013 e metterle in opera da fine 2014/inizio 2015”. Inoltre, bisognava “minimizzare il contenzioso tra diversi soggetti in caso di danneggiamenti” e “ottimizzare le attivita’ di posa in opera delle piante che – realisticamente – potevano essere solo governate dal principale ‘attore’ presente sul sito”. C’erano quindi “una serie di ragioni che rendevano incerta e rischiosa una gara, dopo che la ricerca di uno sponsor non era andata a buon fine per ragioni indipendenti da Expo 2015 spa”. 

Expo: Pg acquisisce tutti verbali Cda societa’ dal 2010

Dall’udienza preliminare sugli appalti per l’Expo a carico, tra gli altri, del sindaco Giuseppe Sala, e’ emerso che, nei giorni scorsi, la Procura Generale di Milano ha acquisito tutti i verbali del cda della societa’ dal 2010 in poi. Un’attivita’ disposta dai pg Massimo Gaballo e Vincenzo Calia che rappresentano l’accusa nei due procedimenti sulla ‘Piastra di Expo’, l’appalto piu’ ricco della manifestazione. Si tratta di quello in cui Sala e’ accusato di abuso d’ufficio in relazione alla fornitura degli alberi e dell’altro in cui risponde di falso per la presunta retrodatazione di due verbali. Sempre oggi, il gup Giovanna Campanile ha respinto l’eccezione di nullita’ del rinvio a giudizio presentata dalla difesa di Giuseppe Sala nell’udienza preliminare che vede il sindaco imputato per abuso d’ufficio in relazione alla fornitura di 6mila alberi a Expo. L’avvocato Salvatore Scuto aveva sostenuto, nella scorsa udienza, che i procuratori generali Massimo Gaballo e Vincenzo Calia avrebbero potuto avocare alla Procura solo i reati che da quest’ultima erano stati archiviati e, tra questi, non figurava l’abuso d’ufficio.

Nella sua ordinanza di oggi, il Gup ha spiegato che l’eccezione non e’ prevista dal codice di procedura penale e non si puo’ ridurre il perimetro entro il quale la Procura Generale puo’ ‘sostituirsi’ alla Procura qualora la ritenga inerte. Con lo stesso provvedimento, il giudice ha rigettato anche le eccezioni di competenza territoriale a favore delle autorita’ giudiziarie di Como e Venezia presentate dalle difese. Unica eccezione accolta quella delle difese di Sala e Paris che chiedevano di non ammettere Ilspa come parte civile nei loro confronti. Contro Sala, dunque, non c’e’ nessuna parte civile, dal momento che anche Expo ha ritenuto di non costituirsi. L’udienza preliminare vede imputati, oltre a Sala e Paris, anche l’ex dg di Ilspa Antonio Rognoni, l’ex presidente della Mantovani, Piergiorgio Baita, il presidente di Coveco (Consorzio Veneto Cooperativo) Franco Morbiolo e un dipendente di Metropolitane Milanesi, Dario Comini. Per la violazione della legge 231 del 2001 sono imputate anche le societa’ Coveco e la stessa Mantovani. Quest’ultima e’ anche parte offesa assieme all’impresa Pizzarotti, alla MM spa e a Expo 2015 spa. I reati contestati a vario titolo, oltre all’abuso d’ufficio per il solo Sala, sono corruzione, turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico e ricettazione. Le prossime udienze sono state fissate all’8 e al 22 marzo, quando dovrebbe arrivare la decisione sul rinvio a giudizio o meno degli imputati.