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Milano
Expo, pronto l'Albero della Vita: "Realtà che diventerà icona"
expo albero della vita

"Sembrava che questa presentazione non si dovesse fare mai; sembrava che l'Albero fosse figlio di nessuno, nessuno lo voleva; poi qualcuno ha cominciato a dire che non era male, qualcuno ha detto che era stato copiato. Ora l'Albero esiste". L'Albero in questione e' quello della Vita, simbolo del Padiglione Italia e dell'Expo, a lungo al centro di polemiche, vicissitudini, ritardi che ne hanno fatto la storia tormentata e infoltito strada facendo i dubbi che non riuscisse a vedere luce. Per questo Marco Balich, ideatore dell'opera, ha potuto esordire cosi', tra il sollevato e l'orgoglioso, nel presentare "quest'oggetto che chi arrivera' da Malpensa vedra' brillare.

albero vita 02expo albero della vitaGuarda la gallery

Balich ha spiegato che l'opera e' destinata a diventare "l'icona" con cui si identifichera' la gente che arrivera' a Expo. "E' un oggetto che ha uno slancio - ha detto Balich -, un gesto fisico fondamentale del guardare in alto che pero' non dimentica le radici. E' una macchina scenica che emozionera' con 1260 spettacoli in 180 giorni, ovvero 7 al giorno, ogni ora, per cinque minuti durante l'orario notturno e per 15 alla sera". Gli show faranno "sbocciare l'albero" con giochi di luce e fontane con getti alti fino a 30 metri attivati a sincrono con la musica; cinque i brani che accompagneranno gli spettacoli, tra i quali sono gia' stati scelti 'L'ombelico del mondo' di Jovanotti, 'Mambo italiano' cantato da Sofia Loren, Caruso cantato da Dalla e De Gregori e Napule' di Pino Daniele. Alla base dell'Albero, l'accesso alla quale e' garantito da una passerella (la struttura e', infatti, immersa nella Leke Arena) che sara' percorribile unicamente dai minori di 25 anni, una serie di tablet permetteranno l'interazione dei piu' giovani che potranno lasciare un messaggio di 15 secondi rispondendo alla domanda 'per me l'Italia e'...'. L'Albero della vita e' un progetto quasi completamente coperto dal contributo dei privati: Coldiretti, Orgoglio Brescia e Pirelli che hanno fatto sistema per regalare a Expo Milano 2015 la sua icona.

"Dobbiamo smettere di piangerci addosso - ha detto Marco Bonometti, presidente dell'associazione industriale bresciana -. Le imprese bresciane hanno avuto il coraggio di raccogliere questa sfida che sembrava impossibile e il loro orgoglio deve diventare di tutta l'Italia. Questo Albero ora e' il simbolo dell'entusiasmo, della rinnovata voglia di fare, della speranza dei giovani e la testimonianza che gli italiani, anche nelle difficolta' riescono a reagire". "Come la Tour Eiffel e' rimasta a simbolo dell'esposizione universale di Parigi dal 1889 cosi' l'Albero della Vita restera' il simbolo di una nuova era del cibo, della produzione e dell'ambiente per l'intero pianeta - ha detto il vice presidente della Coldiretti, Ettore Prandini -. Con questa opera abbiamo voluto raccontare e rappresentare la bellezza la varieta' dell'agricoltura italiana". Tutti gli intervenuti alla presentazione di questa mattina hanno voluto riconosce a Diana Bracco, commissario del padiglione Italia, la caparbieta' con cui ha condotto in porto il progetto, a partire da Balich, fino al presidente e ad di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che l'ha lodata per non essersi fatta "intimidire da quella parte, purtroppo ancora rilevante nel nostro Paese, che e' impegnata nel far si' che niente di positivo avvenga". "Questo Albero ci fara' sognare - ha quindi commentato Bracco -, e' bellissimo e sara' un punto di riferimento soprattutto per i giovani".

Fatto l'Albero c'e' comunque gia' spazio per pensare al suo futuro. C'e' allora letteralmente la coda per quell'Albero della Vita, simbolo del Padiglione Italia a Expo, nel caso Milano non ne voglia sapere di tenerselo alla fine dell'evento. La prima a parlare di valutazioni sulla scorta dell'"apprezzamento" che ne maturera' la citta' e' stata Diana Bracco, commissario del padiglione, che ha anche fatto notare come il destino dell'opera sara' legato a cosa si decidera' di fare sull'area a evento concluso. Anche Marco Bonometti, presidente dell'associazione industriale bresciana, ovvero degli industriali che hanno realizzato l'Albero, sta alla finestra tradendo un interesse: "in base al successo che avra' puo' darsi che rimanga a Milano come icona di quello che e' stato. Ma non nascondo che se avanza ce lo portiamo volentieri a Brescia, magari al centro del quadrilatero delle autostrade a testimonianza del nostro saper fare". Il vice presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha detto di augurarsi "che ci sia lungimiranza da parte del Comune di Milano, che invece di criticarlo dovrebbe esaltarlo. Se cosi' non fosse - ha aggiunto - ci mettiamo in coda". "Se c'e' da qualcosa da portare a casa allora ci siamo anche noi - ha aggiunto sorridendo il presidente e ad di Pirelli, Marco Tronchetti Provera -. Ci prendiamo comunque tutti l'impegno di rivederci verso la fine di Expo e se ci sara' qualche problema troveremo una soluzione insieme". Quanto a Marco Balich, non importa dove: lui l'Albero lo vede "tra dieci anni circondato da ragazzi che ballano".

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