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Milano
Expo, reintegrato lavoratore allontanato da Questura

Oggi un lavoratore, che non aveva ottenuto l'accredito dalla questura e dalla società Expo spa, torna in Expo e può riprendere servizio alla catena di ristorazione che lo aveva allontanato, proprio perché privo del permesso. "All'interno del grave scenario di palese violazione delle più elementari regole che dovrebbero informare i rapporti civili in uno stato di diritto si è aperto uno spiraglio per far ripensare in modo dinamico e non dispendioso le posizioni degli esclusi _ afferma la Cgil -. In questo caso la Cgil ha interloquito direttamente con il datore di lavoro (un sub appalto di una catena di ristorazione) inviando certificato penale e carichi pendenti, e invitando l’azienda a rivedere le proprie decisioni".

"Seguiva poi una istanza di revisione alla questura da parte di Expo 2015 e, finalmente, la comunicazione al datore di lavoro e alla Cgil che il ricorso era stato accolto. Questa microstoria è significativa della fallacità delle informazioni e dei criteri che utilizzano le autorità competenti per bocciare le richieste di pass per lavoro nel sito Expo. Il lavoratore in questione aveva da appena tre mesi ricevuto la cittadinanza italiana, fatto che rendeva inattendibile, in assenza di reati, la negazione del pass. A fronte degli imbarazzanti silenzi delle autorità, la Camera del Lavoro di Milano prosegue con il supporto dei suoi legali nelle azioni di tutela patrocinando nuovi ricorsi alla magistratura del lavoro. Il caso ora in deposito è quello di un altro lavoratore somministrato da Adecco. Assunto il 20/04/2015 sospeso dall'attività lavorativa il 7/5 con lettera giunta il 15/5 che comunicava la sospensione dalla prestazione poiché 'a seguito di una verifica delle autorità competenti di pubblica sicurezza' il sito Expo avrebbe negato allo stesso 'l'autorizzazione all'accesso sul luogo di lavoro'. Di detto diniego all'interessato non è stata fornita alcuna motivazione di nessun tipo".

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