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Milano

Uscendo da Milano sulla Rivoltana SP14 ci si imbatte sulla destra nel parco Forlanini. È un grande parco verde che si estende per 3.100.628 mq, è un parco privo di recinzione inaugurato nel 1970 che ha preservato e tutelato quella zona della città dalla speculazione edilizia. Stanno scavando alcune buche di un campo di golf, orrore! Ma prima di parlare del golf parliamo un attimo del parco. Il parco attuale era stato progettato dagli architetti Mercandino e Beretta come un monumento alla campagna lombarda e come un “vuoto urbano” simile a “un immenso spazio teatrale” dove la scena della vita rurale viene contrapposta a quella industriale dell’intorno.
 
Forse il suo maggior difetto è di essere ai margini della città, in una zona dove si passa, non ci si ferma, si va all’aeroporto di Linate e per chi ci va è una grossa macchia verde sulla sinistra, ma non ci si ferma a vedere questo bel polmone di verde: fretta tipica milanese. Di tutt’altro avviso i frequentatori del parco, dall’altra parte della barricata, che vedono le macchine sfrecciare sul viale Forlanini.
 
Il parco è stato realizzato abbinando a zone “naturali” zone “costruite”. È la rappresentazione vivente del paesaggio lombardo. Di sabato ci vanno spesso i vecchi compagni di classe a giocare al calcio. Frotte di emigrati portano i bambini nel verde e magari accendono fumosi barbecue … . Tanti milanesi fanno passeggiare, spesso senza guinzaglio, i propri cani. Ci sono infine gli immancabili runners e i ciclisti.
 
In una zona nei pressi di viale Forlanini è stato inaugurato nel 2002 il Bosco dei Faggi a ricordo delle vittime del disastro di Linate del 2001, è un luogo di meditazione e della memoria. Sempre nei pressi del viale suddetto, nel 2008 è stato inaugurato una struttura comunale per l’accoglienza di cani e gatti randagi e per ospitare la sezione veterinaria del vecchio canile municipale di via Lombroso.
 
In inverno passeggiando tra i suoi viali si respira la tipica aria della campagna lombarda con i vapori che salgono dai piccoli corsi d’acqua che solcano il parco. In primavera c’è un simpatico baretto dove poter andare a godersi un tiepido sole. In estate è possibile vedere nei pressi dello splendido laghetto dotato di cigni le signore prendere il sole sui prati. Forse è un po’ cheap perché non è in centro ma è un bel parco.
 
Ma veniamo al campo da golf, già da anni è presente una struttura ricreativa minigolf, che sta lì e non crea problemi a nessuno, ora stanno creando delle vere e proprie buche da golf.Era necessario? Come mai gli ambientalisti non urlano, i comitati di zona tacciono? Cosa mai succederà?
 
In provincia di Milano abbiamo 23 campi di golf tra campi pratica, campi promozionali, e campi da 9 a 36 buche. Una buona offerta commerciale che da lavoro a varie persone … .
 
Come ci dice il sito della Federgolf: “Il gioco del golf, a differenza degli altri sport, non si pratica in impianti sportivi dotati di dimensioni e caratteristiche costruttive standard. Gli impianti golfistici nascono nel paesaggio e di conseguenza sono permeati dalla storia dell’uso del suolo e dall’ecologia del territorio. Richiedendo superfici anche piuttosto vaste, hanno un’intima relazione con l’ambiente circostante da cui dipendono. I percorsi di golf, quando progettati e gestiti secondo i principi dell’ecosostenibilità, hanno una funzione potenzialmente considerevole nella protezione-ricostruzione ambientale e diventano parte integrante nella programmazione dell’uso del territorio e nelle politiche ambientali locali.
 
Ecco sarebbe interessante destinare l’aeroporto di Milano Linate a un gigantesco campo di golf, perfettamente integrato con la città prolungando la linea gialla che dista poche centinaia di metri dall’attuale pista, o usando la nuova metropolitana che verrà … magari inserendovi il solito centro commerciale di turno disegnato e immerso nella brughiera lombarda dalla solita Archistar. Una gigantesca area verde con tante buche in modo da dare ai milanesi un’alternativa pan socialista allo sport d’elite, il golf per tutti. La piscina non serve c’è già l’idroscalo. Magari facciamo fare un bel ponte di vetro tipo quello di Calatrava a Venezia. Poi un bell’albergo ecologico al centro del parco, immerso nel verde, infine qualche palazzina (così facciamo contenti anche i palazzinari), rigorosamente bio, in modo da soddisfare la richiesta di case.Tanto i ricchi rimarranno a vivere in centro e andranno al golf Club Milano, quello che sta Monza ed è chic.
  
Riccardo Lo Schiavo per www.arcipelagomilano.org
 

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linate







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