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False revisioni auto a Varese, 28 arresti e 50 perquisizioni

Ventotto arresti e 50 perquisizioni: sgominata nella notte dai carabinieri di Varese un’organizzazione criminale, operante a Saronno e nella bassa comasca, i cui componenti, per la maggior parte italiani, sono accusati a vario titolo di corruzione e falso in atto pubblico, estorsione ai danni di imprenditori, rapina, spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione

Altri sette, invece, avranno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Stando alle indagini, avviate dalla compagnia di Saronno nel gennaio 2011 (operazione ‘San Marco’), la banda faceva capo a una “persona di origini calabresi contigua alla criminalita’ organizzata” che “proprio grazie alla forza di intimidazione derivante da tale condizione aveva promosso e organizzato, fungendo da intermediario, una complessa attivita’ di false revisioni a autovetture (circa 2000 ogni anno) pretendendo, dalle officine individuate, fino al 20% su ogni singola prestazione”.

Gli arresti sono avvenuti nella notte nella province di Varese, Como, Milano, Chieti e Palermo, ad opera dei carabinieri del comando provinciale di Varese, con il supporto del terzo battaglione Lombardia, di un elicottero e di unita’ cinofile anti-sabotaggio e anti-droga dei nuclei di Orio al Serio (Bergamo) e Casatenovo (Lecco).

Parallelamente all’attivita’ di false revisioni auto il gruppo criminale, si legge in una nota, “particolarmente violento e determinato, ha posto in essere numerose estorsioni a danni di imprenditori del Saronnese e del Comasco dai quali si faceva consegnare denaro e altro”, con casi di violenza, come il pestaggio di una vittima o speri con colpi d’arma da fuoco contro l’auto di un’altra.

Per finanziare ulteriormente le attivita’ criminali del gruppo – si legge ancora – alcuni componenti “avevano intessuto una fitta rete di spaccio di stupefacenti alimentata ulteriormente dai proventi delle rapine, dallo sfruttamento della prostituzione e dal furto in ditte e ricettazione di autoveicoli. In particolare – si conclude – in seno alla struttura dell’organizzazione criminale, le indagini hanno accertato le responsabilita’: dei ‘promotori’ e ‘organizzatori’ dell’associazione e del suo vertice decisionale individuati quali mandanti di atti di intimidazione per il controllo dei settori d’interesse; degli “associati” costituiti in una componente specialistica nel settore della riparazione di autovetture; di un gruppo collegato all’associazione dedito alla commissione di rapine, traffico di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e altro”.