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Milano
Far ripartire l'industria si può. Ecco che cosa fa Assolombarda

di Filippo Astone,
giornalista e scrittore

"Sono profondamente convinto che intensità industriale, benessere dei territori ed equilibrio sociale siano fra loro correlati. Essere un industriale mi ha portato a vedere il mondo sempre in un’ottica di lungo periodo. I capitali finanziari si muovono freneticamente fra settori e territori. Gli impianti industriali, i nostri impianti, sono invece profondamente radicati nelle aree che li ospitano, non sono “mobili”. Ogni scelta d’investimento è, per certi versi, una scommessa sul futuro dell’economia mondiale, ma anche sui territori in cui produciamo". Parola di Gianfelice Rocca, uno dei maggiori industriali manifatturieri italiani (Gruppo Techint, 60 mila dipendenti, 26 miliardi di dollari di giro d’affari) nonché presidente di Assolombarda. Rocca, che ha scritto queste cose nel suo libro “Riaccendere i motori”, pubblicato da Marsilio, ritiene che "la forza della manifattura europea, e dunque italiana, è il medium high-tech. Più che di una vera e propria specializzazione, nelle nuove catene del valore del capitalismo internazionale si tratta di una precisa funzione, basata sulla speciale ars combinatoria di tecnologie e di ritrovati, di prodotto e di processo, di skills di natura prettamente scientifica e di pragmatismi tecnici. Nella nuova centralità dell'industria l'Europa è questo, noi siamo questo".

Rocca ritiene che il manifatturiero sia il principale volano di crescita economica e lo ha messo al centro del suo impegno associativo. Un progetto importante di sostegno alle fabbriche fa parte del piano strategico di Assolombarda (molto ambizioso il titolo: “Far volare Milano”), ed è stato affidato al consigliere delegato Alessandro Spada. È significativo che Spada, imprenditore metalmeccanico con aziende in Italia ed all'estero nel campo della costruzione di grossi componenti e  valvole nel campo dell'impiantisca per l'industria dell'Oil and  Gas e del Criogenico, coordini anche il progetto sull’internazionalizzazione. Manifatturiero e internazionalizzazione, ormai, sono sinonimi.

I 50 progetti di Assolombarda si propongono risultati concreti, elaborando indicatori misurabili e verificabili. Il piano è stato lanciato da meno di un anno, troppo poco tempo per poterne verificare l'effettiva concretezza. In futuro si potrà dire se si è trattato solo di parole da convegni (come, purtroppo, spesso accade nel mondo confindustriale) o di qualcosa di più. I progetti di "Far volare Milano" sono articolati in quattro capitoli: “Imprese al centro”, “Milano al centro”, “Expo, la grande occasione”, “Assolombarda al centro”. Ciascun progetto ha un obiettivo strategico ed è affidato alla responsabilità di un membro del comitato di presidenza. 
 
Nello specifico, l’obiettivo del progetto “Sviluppo del manifatturiero  è di "supportare la crescita e lo sviluppo delle imprese del settore manifatturiero, promuovendo nuove tecnologie e modelli strategici coerenti con le nuove sfide competitive", si legge nella presentazione. In pratica, si tratta di permettere alle imprese manifatturiere di Assolombarda di accedere a tecnologie che possono fare la differenza. Inoltre, queste aziende, che spesso sono piccole e a controllo famigliare, vanno incentivate e sostenute nelle alleanze e nelle collaborazioni (fra di loro e con imprese più grandi, ma anche con università), e in tutte le nuove opzioni strategiche fondamentali per competere. Il manifatturiero, infatti, si basa soprattutto sulla conoscenza. Più conoscenze ci sono, maggiore è il valore dei prodotti che escono dalle fabbriche.
Così, il progetto “Sviluppo del manifatturiero” intende muoversi in quattro direzioni:
 
1)     Diffondere la conoscenza sulle tecnologie d’avanguardia nel settore manifatturiero attraverso partnership scientifiche e tecnologiche e la realizzazione di iniziative sui trend tecnologici di maggior rilievo
2)     Costituire gruppi di imprese (Club del Manifatturiero) con l’obiettivo di condividere con aziende leader e centri di ricerca le tecnologie di ultima generazione per la messa a punto di nuove lavorazioni e/o sistemi produttivi
3)     Diffondere approcci orientati all’eccellenza organizzativa e manageriale attraverso iniziative di formazione e informazione e di accompagnamento delle imprese
4)     Promuovere iniziative di sensibilizzazione sull’importanza del settore manifatturiero, con focus sul medium/high-tech
Tra i primi passi del progetto “Sviluppo del manifatturiero”, la visita  con Workshop operativo, da parte di 24 medie aziende milanesi appartenenti a vari comparti del settore meccanico (dall’aerospazio al valvolame) all’ultramoderno stabilimento che Avio Aero (gruppo General Electric) ha realizzato a Cameri, in provincia di Novara. La visita, avvenuta a metà giugno 2014, aveva lo scopo di avviare una partnership in tema di “additive manufacturing” (manifattura additiva), una speciale tecnologia per realizzare oggetti solidi di qualsiasi forma a partire da un modello digitale. La manifattura additiva, nella quale General Electric ha una leadership mondiale, permette di fabbricare componenti e oggetti meccanici complessi attraverso l’aggregazione polveri di speciali leghe metalliche. Nel mondo manifatturiero, questo sistema rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana, perché consente di generare prodotti metallici attraverso l’aggiunta progressiva di materiali e non con la tradizionale asportazione. In altre parole, il laser, invece di tagliare le forme di metallo, aggrega polveri per portarle alla forma desiderata. Il sistema si chiama Dmls, acronimo di Direct metal laser sintering. Un fascio di elettroni (Ebm, acronimo di Electron beam melting) è utilizzato per la fusione del materiale.

A Cameri vengono prodotti oggetti metallici destinati soprattutto all’industria aerospaziale, ma anche all’automotive o all’oil&gas.  I macchinari sono in apparenza assai semplici, si presentano come grandi armadi, molto silenziosi. L’impianto di Cameri, che è il più grande (2400 metri quadrati) al mondo in questo campo, ne ospita per ora nove, con una potenzialità di crescita fino a 60 e il progetto di avviare a breve la produzione interna delle polveri metalliche che servono da materia prima per l’additive manufacturing. "Con queste tecniche", ha spiegato Riccardo Procacci, amministratore delegato di Avio Aero, in un’intervista a Luca Orlando del Sole 24 Ore, "si risparmiano tempo di set-up delle macchine, materiale, energia ed emissioni. Inoltre, si possono facilmente realizzare prototipi e piccoli lotti". Procacci ha sottolineato che "il nostro modello organizzativo prevede collaborazioni con altre aziende del territorio: pensiamo che condividere la nostra esperienza possa accelerare lo sviluppo in quest’area industriale". Gianfelice Rocca ha invece spiegato che "vogliamo mettere le nostre aziende in condizione di “contaminarsi” per dare una spinta ulteriore alla nostra capacità innovativa e aiutare la nostra meccanica a usare le tecnologie nel modo migliore. Rispetto alla Germania abbiamo un gap rilevante non tanto nelle pubblicazioni scientifiche, quanto piuttosto nella densità brevettuale. Ed è proprio qui, nella cinghia di trasmissione tra ricerca e mercato, che dobbiamo intervenire".

Collegato al progetto “Sviluppo Manifatturiero” è il progetto “Match Making Innovazione” , coordinato da Pietro Guindani, che oltre ad essere il Presidente di Vodafone Italia è anche vice presidente di Assolombarda con deleghe su università, innovazione e capitale umano.
 
Il progetto si propone di attivare innovazioni di prodotto e di servizi mediante collaborazione tra imprese e università/centri di ricerca in Lombardia.
Le linee guida per arrivare a fatti concreti sono almeno cinque:
 
1.     Concordare con le Università e i Centri di Ricerca i progetti tecnologici ritenuti a più alto potenziale e impatto.
2.     2)  Coinvolgere le imprese, illustrando opportunità e modalità di coinvolgimento/collaborazione e facilitando la auto-selezione di imprese (o gruppi di imprese) per ciascuna area tecnologica.
3.     3) Assicurare l’individuazione di un coordinatore scientifico con responsabilità congiunta di conduzione e risorse.
5)     Monitorare lo svolgimento della fase di pre-fattibilità auto-finanziata "in kind" dai partecipanti.
6)     Affiancare la fase successiva di realizzazione, offrendo assistenza al reperimento dei finanziamenti.

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