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Fecondazione eterologa, il Tribunale risolleva la questione di legittimità costituzionale del divieto

Fecondazione eterologa, il Tribunale risolleva la questione di legittimità costituzionale del divieto
Marilisa D'Amico

Con ordinanza di rimessione del 29 marzo 2013, il Tribunale di Milano, Sez. I Civile, ha risollevato la questione di legittimità costituzionale del divieto assoluto di fecondazione eterologa (artt. 4, comma terzo, 9, commi primo e terzo, limitatamente alle parole “in violazione del divieto dell’art. 4, comma terzo”, e art. 12, comma primo), previsto dalla legge n. 40 del 2004, (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), per violazione degli articoli 2, 3, 29, 31, 32, comma 1 e 2, e 117, comma 1, della Costituzione.
Il Tribunale di Milano ha ritenuto, ancora una volta, che il divieto di fecondazione eterologa si ponga in contrasto con alcuni principi costituzionali, tra cui il diritto fondamentale all’autodeterminazione della coppia, in relazione alla procreazione e al diritto di fondare una famiglia; il principio di eguaglianza tra coppie, discriminate in base al grado di sterilità e infertilità; il diritto alla salute della coppia.
Con questo provvedimento, il Tribunale di Milano ha dato seguito all’ordinanza della Corte costituzionale, n. 150 del 2012, che rinviava la questione ai giudici, e ha ritenuto sostanzialmente ininfluente la sentenza resa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dell’Austria (Grande Camera, sentenza del 3 novembre 2011), che ha stabilito che il divieto di fecondazione eterologa, previsto dalla normativa austriaca, non viola il diritto al rispetto della vita privata e familiare della coppia, letto in combinato disposto con il principio di non discriminazione.
Da anni, la coppia ricorrente, affetta da azoospermia completa, difesa dalla costituzionalista Marilisa D’Amico e dagli avvocati Maria Paola Costantini, Massimo Clara e Sebastiano Papandrea, chiede che venga resa giustizia e di poter provare ad avere un figlio in Italia, non potendosi permettere economicamente di recarsi all’estero.

“E’ una notizia molto positiva – ha commentato la Professoressa Marilisa D’Amico, avvocato e costituzionalista – perché, entro qualche mese, forse entro la fine dell’anno, le coppie in Italia potrebbero avere accesso alla fecondazione eterologa. Potrebbe finire, quindi, anche il turismo procreativo”.
“Siamo molto soddisfatti – ha aggiunto Marilisa D’Amico – per la decisione del Tribunale di Milano che ha deciso di risollevare la questione di costituzionalità davanti alla Corte costituzionale per fare cancellare la norma, che vieta in Italia la fecondazione eterologa”.