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Femminicidio Pamela Genini, messa e palloncini alla Cornabusa per i 30 anni mai compiuti. La sorella: “Nessuna violenza potrà cancellarti”

A dieci mesi dal femminicidio la famiglia si ritrova al santuario. La madre: “Ti vogliamo bene, per sempre”

Femminicidio Pamela Genini, messa e palloncini alla Cornabusa per i 30 anni mai compiuti. La sorella: “Nessuna violenza potrà cancellarti”

Trenta palloncini bianchi e rosa, uno per ogni anno che non ha potuto compiere, sono saliti nel cielo della Valle Imagna nel pomeriggio di domenica 23 agosto, davanti al santuario della Cornabusa di Sant’Omobono Terme. È il giorno in cui Pamela Genini avrebbe compiuto trent’anni. Al posto della festa, i familiari della ragazza – uccisa il 14 ottobre dall’ex fidanzato – hanno organizzato una messa in sua memoria, aperta a chiunque volesse partecipare. Al termine della funzione hanno affidato al cielo quei palloncini con la scritta “Pamela per sempre”. A liberarli è stata la madre, Una Smirnova, che con lo sguardo rivolto verso l’alto ha detto: “Ti vogliamo bene, per sempre“. Accanto a lei il compagno, Pier Giuseppe Rota, ha aggiunto: “Sei sempre con noi”.

La messa alla Cornabusa e il ricordo delle vittime di violenza

Durante la celebrazione il sacerdote ha ricordato Pamela, allargando poi il pensiero a tutte le donne vittime della violenza di genere. Alla funzione hanno partecipato familiari e amici, ma anche persone che non avevano mai conosciuto personalmente la giovane e che, nei mesi successivi alla sua morte, ne avevano seguito la storia. Era stata la stessa famiglia a volere una cerimonia aperta a tutti, trasformando quella presenza in un segno concreto di partecipazione e vicinanza. Dopo la messa, i familiari si sono ritrovati anche per un pranzo insieme: un modo per restare uniti e riempire, almeno in parte, il vuoto di una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata ai festeggiamenti per i suoi trent’anni.

Il videomessaggio della sorella: “Il tuo nome resterà legato a giustizia e memoria”

Già nella mattinata la sorella di Pamela aveva affidato un videomessaggio ai canali social di Scarpetta Rossa Aps, l’associazione che assiste le donne vittime di violenza di genere e i loro familiari e che segue la famiglia Genini fin dai giorni successivi al delitto. Nel video la sorella racconta il vuoto lasciato dalla morte di Pamela, il dolore che continua ad accompagnare la famiglia e, insieme, ciò che nessuno potrà cancellare: la sua risata, i sogni, i progetti e i momenti condivisi. Il suo nome, sottolinea la sorella, continuerà a essere legato a giustizia, memoria e amore.