In Italia abbiamo un problema molto chiaro, anche se spesso facciamo finta di non vederlo, scriviamo leggi senza sapere davvero quali effetti produrranno. E soprattutto senza preoccuparci di verificarli nel tempo.
La valutazione delle politiche pubbliche, che nei Paesi anglosassoni è un pilastro del processo decisionale, da noi è sempre stata vissuta come un fastidio, quasi un intralcio. Io penso esattamente il contrario, è una forma di serietà istituzionale. Ma non basta. Oggi serve fare un passo in più.
Il punto non è solo valutare se una legge funziona. Il punto è capire per chi funziona e a quale prezzo. Ed è qui che entra in gioco la Valutazione di Impatto Generazionale.
Il progetto di legge che ho presentato introduce un principio molto semplice ma rivoluzionario ogni provvedimento regionale dovrà essere accompagnato da una valutazione chiara delle sue ricadute sulle nuove generazioni. Non un esercizio teorico, ma uno strumento operativo.
In concreto significa che, prima di approvare una legge o una delibera strategica, la Regione dovrà rispondere a domande precise: questa misura crea opportunità per i giovani o le riduce? Aumenta il loro accesso al lavoro, alla casa, ai servizi? Oppure scarica su di loro costi, debito, rigidità che pagheranno negli anni? Non è un dettaglio tecnico. È un cambio di prospettiva.
Per troppo tempo la politica ha costruito consenso nel presente, spostando il peso delle decisioni sulle generazioni future. Io credo che questo non sia più accettabile. E credo che sia arrivato il momento di introdurre un principio di responsabilità intergenerazionale dentro il cuore delle politiche pubbliche.
La VIG Valutazione d’impatto generazionale serve esattamente a questo, a rendere visibile ciò che oggi è invisibile. A misurare l’impatto delle scelte nel medio e lungo periodo. A evitare che una buona legge oggi diventi un problema domani.
Il PDL che ho presentato, prevede anche strumenti concreti: linee guida operative, una scheda standard di valutazione da allegare agli atti, e un Osservatorio che monitori nel tempo gli effetti delle politiche regionali. Non stiamo parlando di un principio astratto, ma di un meccanismo che entra dentro il processo decisionale e lo qualifica. Perché la verità è molto semplice se non misuriamo, non governiamo davvero.
E soprattutto, se non mettiamo i giovani al centro delle nostre scelte, stiamo sbagliando tutto. Le nuove generazioni non sono un tema tra gli altri. Sono la condizione stessa per cui vale la pena fare politica.
Io voglio una Regione che non si limiti a gestire l’oggi, ma che abbia il coraggio di interrogarsi sul domani. E questo progetto di legge va esattamente in quella direzione meno slogan, più responsabilità.
Perché il futuro non si racconta. Si costruisce. E si misura.
di Barbara Mazzali – Consigliere di Forza Italia Regione Lombardia

