La primavera a Como si tinge letteralmente di rosa, colore dei ciliegi di via XX Settembre tanto amati dai residenti e anche instagrammati da molti turisti come uno dei simboli della città. Un cospicuo patrimonio arboreo, nato dopo la Seconda guerra mondiale, che un inverno di intensa mobilitazione ha finalmente salvato dal taglio annunciato e pervicacemente difeso dal Comune. L’iniziativa ha visto protagonisti i cittadini riunitisi spontaneamente in un apposito comitato con copiosa raccolta di firme, tanti esponenti della società civile e anche la politica in modo trasversale e bipartisan. Tra i capofila della polemica contro la decisione dell’amministrazione comunale (che voleva la sostituzione dei ciliegi con altrettanti peri) è Sergio Gaddi, consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Cultura del consiglio regionale, sceso letteralmente in campo durante i presidi anche ad ore antelucane per contrastare la decisione di Palazzo Cernezzi. Regione Lombardia si è fatta parte attiva in questa vertenza con un sopralluogo in loco dell’assessore al Territorio e ai Sistemi Verdi Gianluca Comazzi, che ha poi aperto a Palazzo Lombardia un tavolo tecnico sul tema cui è stato per ben due volte convocato il Comune di Como, che in ambo casi ha declinato l’invito. L’ipotesi del taglio è stata infine bloccata dagli interventi di Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e del Tar.
“Ora il Comune dopo avere perso malamente la guerra dei ciliegi – vincolati perché ne è stato riconosciuto il valore identitario – intende fare altrettanto con quelli ai giardini a lago davanti al Tempio Voltiano, simbolo di Como nel mondo” dice Sergio Gaddi. La difesa del verde storico, rimarca il consigliere regionale comasco, non è di tipo ideologico ma si basa su un presupposto di civiltà, laddove si intende preservare quegli elementi del paesaggio che di un contesto urbano rappresentano un tratto distintivo.
“La bellezza estetica della città è un patrimonio primario e un valore fondamentale assolutamente indisponibile – dice Sergo Gaddi – E in primis ce lo ricorda l’articolo 9 della nostra Costituzione, che impegna infatti la Repubblica in tutte le sue componenti, quindi dallo Stato alle Regioni fino agli Enti locali) a preservarlo insieme al patrimonio storico e artistico, riconoscendolo appunto come bene comune, culturale e ambientale, non solo come bellezza estetica. È proprio quanto ha fatto nel caso di Como la Soprintendenza che ha sancito ufficialmente il valore storico, paesaggistico, identitario e relazionale dei ciliegi della via XX Settembre, piantati per la prima volta nel 1947 come simbolo di rinascita dopo le tragedie della Seconda guerra mondiale. Una vittoria non di una parte ma di tutti i cittadini di cui sono stati riconosciute le istanze e anche le memorie, e in sintesi una vittoria del buonsenso civico”. Ora il Comune in quella via potrà rimuovere esclusivamente i pochi alberi ammalorati, ma dovrà sostituirli con altri ciliegi, abbandonando quindi l’ipotesi dei peri.

